A Lamezia manca un piano

È ormai palese a tutti, nonostante i tentativi di sviare la realtà dei fatti, l’incapacità delle precedenti amministrazioni comunali di Lamezia Terme nel programmare gli investimenti del Comune e nel reperire nuove risorse, non solo finanziarie, per fare fronte ai bisogni della città e dei suoi abitanti. Non c’è settore che non sia coinvolto da uno stato di caos gestionale, dall’erogazione dei servizi essenziali alla gestione del patrimonio, per non parlare dell’edilizia o della riscossione dei tributi.
Ppianostrutturaleurtroppo senza una visione a lungo termine sul futuro della città i vari progetti in essere stanno tutti finendo per scontrarsi con anomalie ed inefficienze che ne vanificano il senso, e la sorte del PSC, il Piano Strategico Comunale, conferma tutte le peggiori previsioni da noi formulate degli anni passati sugli esiti di una programmazione approssimata e dettata più da esigenze particolari che dal tentativo di dare risposta alle tante questioni ancora aperte e irrisolte.

A breve assisteremo ad un altro grande pastrocchio, con l’arrivo di 18,5 milioni di euro per Agenda Urbana a Lamezia. La regione ha approvato il documento predisposto dalla terna commissariale di Lamezia Terme: cinquanta la iniziative che mirano all’inclusione sociale ad allo sviluppo imprenditoriale.
agendaurbanaL’iniziativa di Agenda Urbana, denominata “Lamezia sostenibile e inclusiva”, prevede 15 azioni destinate all’inclusione sociale, 14 azioni destinate allo sviluppo sostenibile, 13 alla rigenerazione urbana e 8 ad infanzia ed istruzione. Quella che potremmo definire una distribuzione di fondi a pioggia senza alcuna programmazione è solo l’evidenza più immediata, perché andando a spulciare e valutando la ripartizione delle somme si comprende la vera idea di fondo, che è quella di accontentare tutti senza alcuna prospettiva concreta della buona riuscita e della durata nel tempo delle tante azioni in progetto. Anche in questo caso, come in tante altre situazioni precedenti (vedi il PSC), a Lamezia manca un piano.

Lamezia è vero necessita di aiuto in ogni settore, e per ogni settore sarà necessario il massimo impegno da parte di cittadini ed istituzioni per riportare le cose alla normalità, ma i contentini non portano sviluppo. Nello specifico i fondi stanziati per Lamezia produrranno, forse, qualche posto di lavoro limitato alla durata del finanziamento pubblico, perché di fatto nessuno dei progetti proposti ha prospettiva seria di crescita in un paese che attualmente sembra senza futuro, ma è soprattutto privo di strumenti di programmazione davvero utili allo sviluppo della città.

cartolinaVogliamo parlare della gestione museale e delle aree di interesse archeologico, o dei teatri, dell’utilizzo dei parchi o di tante altre strutture comunali coinvolte in Agenda Urbana? Le misure che prevedono la gestione di tali strutture come potranno essere attuate se, ormai da mesi, a Lamezia è stato tutto dichiarato inagibile? Mancano oltretutto ancora tanti degli strumenti essenziali per dare attuazione ai vari progetti, come per esempio il Piano di Gestione dei Beni Culturali, che consentirebbe di valorizzare beni come il castello, il bastione di Malta o i ruderi dell’abbazia benedettina e dell’antica Terina oggi in stato di abbandono e degrado.

Emergono contraddizioni di fondo tra la realtà quotidiana e le belle idee scritte solo sulla carta, come nel caso del Progetto SA.RA, altri 30 milioni di euro di cui non si hanno più notizie da mesi, a parte lo sconvolgimento del progetto originario ed il tentativo di spostare la progettazione esecutiva in altra sede.

Sarebbe stato magari auspicabile che buona parte di queste risorse venisse concentrato su alcuni obiettivi di sviluppo, utilizzandole prioritariamente anche per mettere una volta per tutte a norma ed in sicurezza le strutture comunali aperte al pubblico, dando prova almeno di aver capito la lezione di questi ultimi mesi, che deriva poi dall’incuria e dalla malagestio degli ultimi anni. Sarebbe stato anche auspicabile, da parte della terna commissariale, un più diretto coinvolgimento dei cittadini nella fase di individuazione delle linee guida e di indirizzo, considerato che non esiste più alcuna forma di rappresentanza diretta degli elettori.

La Regione Calabria e chi gestisce queste pratiche nel Comune di Lamezia Terme hanno dimostrato ancora una volte di saper dilapidare ingenti risorse, derivanti in prevalenza dall’Unione Europea oltre che dalle tasche dei cittadini, per idee e attività che dovranno fare i conti con le stesse prospettive di sviluppo proposte finora: assenza di programmazione e incapacità amministrativa e gestionale.

Meetup Lamezia 5Stelle