Lamezia: criticità, anomalie e colpe politiche ad un anno dallo scioglimento

Non si contano più le «anomalie» e le «criticità» che giorno dopo giorno emergono nella gestione amministrativa della nostra città e che sempre più chiaramente danno significato all’ultimo decreto di scioglimento del Consiglio Comunale.
Questioni sempre poco chiare, relative forse a ruoli e incarichi svolti superficialmente e senza osservare correttamente le procedure stabilite, sulle quali bisognerebbe magari aprire fascicoli di indagine anche da parte della magistratura contabile.
E’ ormai evidente infatti che la “mala gestio” si cortedeicontimanfesta con condotte dilatorie, indolenti, o comunque non caratterizzate dalla cura diligente degli interessi comuni dei cittadini.
Le irresponsabilità amministrative, che stanno in capo ai responsabili di Uffici e Settori più che in mano ai Commissari straordinari, dimostrano la manifesta incapacità a garantire i più elementari obblighi di servizio, tanto da non essere neanche in grado di produrre una sana e regolare gestione documentale, che si dimostra invece estremamente confusa e inattendibile.
Tutte situazioni che creano danni all’ente, vuoi in termini di minori entrate che di maggiore spesa che di uso errato delle risorse, provocati da errori nelle attività o da sciatteria nello svolgimento dei compiti assegnati.
Anche se alla base di questi fenomeni non vi è nessun dolo, è evidente che siamo comunque in presenza di comportamenti in cui l’elemento della colpa grave è sicuramente presente, con responsabilità ben distribuite ed ormai abbastanza chiare, anche in termini di controllo e vigilanza.
cattivagestioneE’ da un anno ormai che assistiamo a situazioni che mettono in luce aspetti macroscopici di cattiva amministrazione che si sostanzia in sprechi, disservizi, ed inefficienza, con un danno all’immagine della città causato da negligenze e da comportamenti non appropriati, causando nei cittadini ancora più sfiducia verso l’amministrazione pubblica.

In realtà chi ha buona memoria non può fare a meno di convenire che buona parte delle nefandezze emerse durante questa gestione commissariale derivano tutte dalle precedenti amministrazioni, dal caos nella gestione del verde pubblico a quello delle strutture sportive, dei teatri e dei beni culturali della città, senza dimenticare il PSC, il Progetto SA.RA., le gestione dei rifiuti, il PPSCiano di Protezione Civile e tanti altri casi simili che prima o poi verranno alla luce.
Il danno sociale ed economico che stiamo vivendo è il prodotto dall’infiltrazione mafiosa, affaristica e clientelare negli Uffici, dalla continua violazione dell’interesse pubblico e dell’asservimento dello stesso alle esigenze particolari, piuttosto che dall’arrivo dei Commissari in seguito al decreto di scioglimento.
Davanti ad uno scenario del genere che sta travolgendo la città ed il suo tessuto sociale, la reazione immediata è quella dell’indignazione e della rabbia, senza, però, che ne faccia seguito un’assunzione di responsabilità. Ad un anno dallo scioglimento si ha ancora difficoltà, da parte di alcuni, a comprenderne i motivi.participate
In un sentimento di generale autocommiserazione e vittimismo, le colpe che vengono imputate alternativamente a questo o a quello sono in effetti tutte da addebitarsi alla classe politica lametina degli ultimi decenni, mediocre ed improvvisata, ed alle precedenti amministrazioni, che per quanto forti e capaci nell’immaginario collettivo non hanno saputo dotare la macchina comunale degli strumenti necessari a muoversi autonomamente.

Meetup Lamezia 5Stelle