La sanità in Calabria fa acqua da tutte le parti

di Dariush Assadi – La sanità in Calabria, come in molte regioni italiane specialmente meridionali, fa acqua da tutte le parti. Ultime, in ordine cronologico, sono le segnalazioni fatte a carico dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, dove una ragazza lamentava di aver atteso otto ore al pronto soccorso prima di essere visitata, o quella a carico dell’Ospedale Pugliese – Ciaccio di Catanzaro, dove sono stati chiusi alcuni reparti per effettuare una disinfestazione. ospedale-lamezia-terme

Oggi La spesa sanitaria incide oltre il 70% sul bilancio delle regioni ma, a causa dell’aumento della domanda, la politica del risparmio taglia le prestazioni ed aumenta il costo del ticket a carico dei pazienti. Mi piacerebbe portare al centro del dibattito, l’enorme spreco dei soldi pubblici che avviene attraverso i rimborsi alle strutture private convenzionate al sistema sanitario nazionale.

Ad oggi, circa la metà delle visite specialistiche vengono eseguite fuori dagli ospedali pubblici poiché, nonostante il nostro servizio sanitario pubblico sia uno dei migliori al mondo, da solo non riesce ad abbattere le liste d’attesa, appoggiandosi così agl’imprenditori privati convenzionati, cioè rimborsati con soldi pubblici. Mentre gli ospedali pubblici si stanno via via impoverendo, a causa di una classe politica di destra e di sinistra che negli ultimi decenni ha usato la sanità pubblica come bacino elettorale, scegliendo i vari direttori generali delle ASP in base ad un proprio tornaconto piuttosto che alle capacità gestionali. ambulanza

Oggi per una struttura sanitaria privata ricevere una convenzione, equivale a garantirsi una gallina dalle uova d’oro, poichè gli esami e le visite specialistiche vengono rimborsati fino a tre volte il loro costo di mercato. Se calcoliamo che gli esami ambulatoriali sono di 2000 tipi e che per gli esami di laboratorio il costo di produzione oggi è il 50% inferiore a quello che viene rimborsato (in quanto la tecnologia ha fatto passi in avanti ma le tariffe sono quelle di 15 anni fa), quanto si potrebbe risparmiare dei 4,6 miliardi di euro che lo stato rimborsa attraverso le regioni ogni anno ai privati convenzionati?

raccolta firme pdl lamezia termeIl conto non è semplice ma si può stimare una cifra intorno ai 2 miliardi di euro, che a livello regionale si traduce in un risparmio di quasi 100 milioni di euro all’anno, soldi che potrebbero essere reinvestiti nell’assunzione di medici, infermieri ed acquistare strutture diagnostiche negli ospedali pubblici. Inoltre si potrebbero incentivare le campagne di prevenzione che ormai negli ospedali pubblici sono sempre meno frequenti e che, se promosse con regolarità, potrebbero apportare un groppo risparmio alla spesa sanitaria. L’ultimo aggiornamento delle tariffe, risale al governo Monti nel 2012 ma le cifre riportate sono solo indicative, ciascuna regione le può variare a suo piacimento in base al titolo V della Costituzione che sancisce l’autonomia regionale in materia sanitaria.

sanitaIl principio che vige oggi è che i privati convenzionati ricevono lo stesso rimborso di un ospedale pubblico. Il che ci può stare per gli ospedali privati convenzionati che erogano un mix di prestazioni non sempre economicamente vantaggiose come il servizio di pronto soccorso o reparti per la cura dei tumori. Parliamo di strutture che possiedono requisiti organizzativi complessi equiparati al pubblico. Il problema è che lo stesso principio vale per le piccole cliniche e per la miriade di centri ambulatoriali convenzionati che offrono solo risonanze, tac, analisi del sangue da mattina a sera, senza garantire nessun altro servizio.

Un meccanismo che non consente di acquistare sul mercato le prestazioni ad un prezzo equo e conveniente, ma garantisce enormi profitti a imprenditori privati accreditati, senza gara, con il servizio sanitario. Ma chi decide che la clinica privata accreditata debba incassare quanto un ospedale pubblico? Dove si riuniscono i tavoli tecnici per stabilire quanto deve essere rimborsata una prestazione? In base a quali calcoli? Da chi sono formate le commissioni? Gli interessi in gioco sono alti e rivedere le tariffe può essere solo una decisione politica. sanita2

Come simpatizzante auspico che il movimento inserisca all’interno del proprio programma, in vista delle elezioni regionali, la ridiscussione delle modalità con cui vengono concesse le convenzioni con il SSN alle strutture private e l’aggiornamento delle tariffe con cui vengono rimborsate le prestazioni, solo così potremo presentarci in maniera credibile di fronte l’opinione pubblica nel dare risposte concrete ad un tema così complesso e delicato come quello della sanità in Calabria.

 

Dott. Dariush Assadi sostenitore Meetup Lamezia5Stelle di Lamezia Terme.