Le criticità della Strada Statale 18

Il M5S si radica e si sviluppa ogni giorno di più: i Meetup locali attraggono ogni giorno cittadini coscienti e consapevoli del fatto che il cambiamento nella nostra terra è possibile e parte da ciascuno di noi. Più aumenta il numero di attivisti, più informazioni sul territorio circolano e siamo tutti maggiormente in grado di indagare sulle criticità del nostro territorio. In seguito alla segnalazione dell’attivista M5S Sebastiano Larizza accendiamo i riflettori sulle problematiche, già note ai cittadini di Lamezia Terme, dell’area compresa tra il quartiere di S. Pietro Lametino e il Comune di Curinga.

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In primo luogo ci preme segnalare le criticità della SS18 e precisamente del tratto compreso tra i km 382-388 (incrocio S. Pietro Lametino – area Ex Sir e incrocio Torre Mezza Praia). Il tratto di strada in oggetto risulta essere attualmente inadeguato ed obsoleto rispetto alla tipologia dei veicoli e all’intensità del traffico che insistono sul percorso. Oltre alla segnaletica scadente, sono presenti vari restringimenti della carreggiata in entrambi i sensi di circolazione che impediscono il normale scorrimento dei mezzi pesanti, con conseguenti ed ovvi disagi per la circolazione. Infatti in alcuni tratti, quando si incrociano due mezzi pesanti o autobus provenienti dai sensi opposti, si deve per forza rallentare fino a procedere a passo d’uomo onde evitare impatti frontali o laterali.

Nella zona ex Sir, inoltre, vi è un ponte di collegamento finito di costruire ma mai entrato in funzione: l’ennesimo spreco di denaro pubblico. Nella zona Torrente Randace invece vi è un restringimento di carreggiata che persiste ormai da tre anni in attesa di lavori di consolidamento: mai iniziati. Questo tratto della SS18 necessita di interventi per adeguarla al traffico odierno e per metterla in sicurezza visti i numerosi incidenti fra cui alcuni anche mortali.

Su questa arteria, che funge anche da percorso alternativo al tratto della A2 Salerno–Reggio Calabria tra i Comuni di Lamezia Terme e Pizzo, circola di tutto (ciclisti, camper, mezzi pesanti, autobus, mezzi agricoli oltre che autoveicoli) e in periodi estivi come quello attuale il traffico aumenta in modo considerevole.
L’eventualità di realizzare un’uscita di svincolo che dall’autostrada possa indirizzare i mezzi pesanti direttamente verso la Zona Industriale non è praticabile, a causa dei vincoli di progettazione che impediscono la realizzazione di uscite di svincolo troppo vicine fra loro. Tuttavia il traffico dei mezzi pesanti diretti o provenienti dalla Zona Industriale dovrebbe essere separato dal traffico dei normali autoveicoli che transitano su quest’itinerario.

Terza nota dolente è lo smaltimento abusivo di eternit. La zona della pineta di Marina di Curinga è generalmente teatro di episodi di abbandono di rifiuti, spesso rifiuti speciali e/o pericolosi. Per evitare di dover pagare il costo di smaltimento per queste tipologie di rifiuti, alcuni cittadini preferiscono abbandonare qui pannelli di eternit, materiale di risulta di lavori edili, etc., sicuri della propria impunità. A questi furbetti, oltre all’applicazione di sanzioni severe (ricordiamo che l’abbandono di rifiuti speciali è un eco-reato di responsabilità penale, grazie all’introduzione dell’art. 452 C.P. voluto dal M5S), bisognerebbe spiegare che il costo del recupero, rimozione e dello smaltimento dei rifiuti abbandonati viene sostenuto da tutti i cittadini… furbetti compresi.

 

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