Una città a democrazia sospesa

LAMEZIA TERME, CON DE SARRO IL CENTRODESTRA LAVORA PER ALLUNGARE IL COMMISSARIAMENTO

di Giuseppe d’Ippolito* – Se a Lamezia Terme si continuano a reclutare politici tirati in ballo in inchieste giudiziarie e perfino nella relazione che ha determinato l’ultimo #scioglimento, la città resterà ancora commissariata e la democrazia sospesa.

Lo affermo con riferimento alla vicenda del discusso rientro in Forza Italia di Francesco De Sarro (in foto, nda), già presidente del consiglio comunale lametino sciolto per infiltrazioni mafiose.

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Ogni partito faccia all’interno come crede. Questo è ovvio, sicché non tocca a me guardare in casa altrui. Tuttavia rimarco il RISCHIO, insieme al Meet Up locale già paventato a ridosso delle ultime comunali, che scelte inopportune su esponenti e candidati comportino poi lo scioglimento dell’assemblea consiliare e nell’immediato il prolungamento del governo dei commissari per ulteriori sei mesi, perciò l’impossibilità di amministrare la cosa pubblica con i rappresentanti indicati dal popolo, con tutto ciò che ne consegue per la vita democratica della comunità, incolpevole.

Evidentemente, dopo la sconfitta dello scorso 4 marzo il centrodestra lametino TEME il ritorno alle urne e la VITTORIA, in città, delle FORZE DEL CAMBIAMENTO.

Il MoVimento 5 Stelle da tempo insiste, come artefice del cambiamento, sul ruolo essenziale dei singoli partiti nella selezione della classe dirigente, ad evitare il primo guaio di tanti municipi calabresi, cioè la discontinuità amministrativa causata dall’accertamento, da parte del Ministero dell’Interno, di tutta una serie di RAPPORTI riconducibili ad espressioni della criminalità organizzata.

Credo che questo problema non possa essere ancora sottovalutato dalle forze politiche, in Calabria troppo spesso impegnate nella ricerca assoluta del CONSENSO, piuttosto che nell’effettivo RINNOVAMENTO degli uomini e dei metodi.

 

*portavoce M5S Camera dei Deputati