Per non dimenticare

Una ferita sempre aperta nel fianco di questa città e che non si rimarginerà fin quando non verrà fatta giustizia e dato un nome ai mandanti ed agli esecutori materiali del vile e barbaro assassinio di due innocenti ed onesti lavoratori. Anche per questo, stamane una delegazione del nostro Meetup ha preso parte alla cerimonia di commemorazione in ricordo dei netturbini Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, a ventisette anni esatti dalla loro uccisione.

Lamezia_targa_commemorazione_netturbini

Un efferato fatto di cronaca nera di chiaro stampo politico-mafioso. “Attraverso macroscopici favoritismi attuati mediante evidenti violazioni di legge, – scrisse la Corte D’Assise – le amministrazioni comunali dell’epoca non potevano non rendere il settore della nettezza urbana del Comune di Lamezia Terme terreno di conquista di spregiudicati operatori mafiosi”.

Chi a quell’epoca occupava ruoli di potere nell’amministrazione politica cittadina, ebbe insomma gravi responsabilità, morali e non solo, per quello che poi successe all’alba di quel 24 maggio nel quartiere Miraglia. Non a caso, dopo pochi mesi il Consiglio comunale veniva sciolto, per la prima volta, per infiltrazioni mafiose. Secondo quanto raccontato nel 2011 a due sottoufficiali dei carabinieri dall’allora pentito Governa, il fatto di sangue è da inquadrare nella reazione sproporzionata e violenta avuta da una nota cosca lametina a seguito della sua estromissione dall’accordo, operato da altri clan locali, legato all’appalto ad una ditta esterna, da parte del Comune di Lamezia, per la raccolta dei rifiuti in città.
Così come vistose responsabilità in tutta questa vicenda le ha avute l’allora pm Luciano D’Agostino il quale, incredibilmente, anzi vergognosamente, presentò con colpevole ritardo la richiesta di appello, giudicata per questo inammissibile, avverso la sentenza della Corte d’Assise che aveva assolto quell’Agostino Isabella arrestato poiché sospettato di essere stato l’uomo che sparò con inaudita violenza diverse raffiche di kalashnikov all’indirizzo dei netturbini. il silenzio è mafia

Al procuratore Gratteri ed al suo pool, rinnoviamo il nostro appello affinchè venga riaperto il caso e siano finalmente assicurati alla giustizia, seppur solo dopo così tanto tempo, i responsabili.