Un PSC all’insegna della continuità

di Luca Truzzolillo* – Ci risiamo. L’iter del Piano Strutturale Comunale, il documento cardine capace di rimettere in moto almeno una parte dell’economia lametina, adottato nelle more e approvato da una giunta monca e condizionata, un piano che sembrava scaduto (e di questo ne avevamo già parlato) e che ha sommato critiche diffuse da tutti i fronti sembra essere giunto alle battute conclusive.

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Dopo tre anni di regole di salvaguardia e doppia verifica di conformità, dopo i ritardi con le osservazioni, le forzature introdotte dai Consigli Comunali, le assenze in giunta nei momenti topici dell’approvazione, quel PSC già vecchio e carente, progettato, redatto e approvato dalla Giunta Speranza e modificato poi in corso d’opera dalla Giunta Mascaro, sarà legge, sembra, per mano della Commissione Prefettizia, mandata in Città dal Ministero dell’Interno a seguito dello scioglimento, per infiltrazioni mafiose, del Consiglio Comunale. PSC

Così come il Progetto SA.R.A. ha avuto di recente il visto di approvazione da parte della Commissione Straordinaria, probabilmente anche la questione PSC, se sarà davvero portata definitivamente a termine, dimostrerà a tutti una continuità di scelte politiche scellerate avviate negli ultimi disastrosi anni.

Su queste premesse sembra inutile provare a parlare ancora di visione d’insieme per lo sviluppo della città o di identità urbana da dare a Lamezia Terme, inutile parlare di nuovo di speculazioni edilizie, di recupero dei centri storici e di consumo zerodel suolo, perché, se le voci fossero confermate, in violazione della Normativa Urbanistica Regionale e del Quadro Territoriale Regionale paesaggistico, come sancito dalla giunta Mascaro, avremo un PSC vecchia scuola, in cui previsto che si possa costruire quasi indistintamente, con la conseguente impossibilità per il Comune di accedere a finanziamenti destinati ai recuperi edilizi.

Inutile richiamare l’attenzione sui dati geologici non sufficienti e sulla base dei quali sono state date indicazioni completamente errate delle aree da vincolare, inutile parlare di scuole ed edifici pubblici o della loro sicurezza sismica o della sicurezza idrogeologica, inutile concentrarsi su temi come la mobilità diffusa sul territorio, su temi come l’ecosostenibilità dei nuovi interventi produttivi, come il piano della mobilità, il piano energetico e di riduzione delle emissioni.

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Inutile chiedere interventi mirati di ricucitura dei tanti insediamenti diffusi sul territorio comunale e manifestare la necessità di azioni di rigenerazione delle tante periferie sparse o di misure stabili e definitive per la valorizzazione delle aree a valenza ambientale e culturale.

Se la Commissione Straordinaria intende davvero proseguire nell’opera dei suoi predecessori dovrà assumersene tutte le responsabilità, non solo tecniche e amministrative, ma in primo luogo politiche. Scaduto il mandato i Commissari torneranno nelle loro città di appartenenza, mentre le evidenti criticità del PSC peseranno sulla città di Lamezia e sui suoi abitanti per decenni.

Riteniamo che la prima e più importante azione che i Commissari dovrebbero svolgere in ogni proprio atto è quella di affermare assoluta discontinuità rispetto ad atti, pratiche, progetti e iniziative che rientrano tra quelli più soggetti a interessi, corruttele e tentativi di infiltrazioni mafiose, ed il PSC è uno di questi.

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*Attivista del Meetup 5 Stelle Lamezia

 

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