L’integrazione tra Pugliese e Mater Domini inganna i calabresi

di Giuseppe D’IPPOLITO. Attivista del Meetup 5 Stelle Lamezia, candidato M5S alla Camera (collegio uninominale Catanzaro-Lamezia)

Ricordate la scena di Nerone, raccontata da Svetonio, davanti all’incendio di Roma? La città brucia e l’imperatore canta in abiti da scena della caduta di Troia.

pacenza-oliverio.jpgÈ un po’ quello che sta succedendo con la sanità calabrese, che ha un disavanzo annuo di 90milioni, non dà risposte efficaci nell’emergenza urgenza, ha 1.500 sanitari in meno per il rispetto della normativa sui turni e i riposi obbligatori, produce un’emigrazione di pazienti da 300milioni di euro all’anno, mantiene diversi Punti nascita insicuri e inadeguati alle norme e in compenso vanta un super consulente, Franco Pacenza (in foto con il governatore Mario Oliverio, nda), che, nominato illegittimamente dalla giunta Oliverio, prende un vitalizio da 7mila euro al mese e ne costa altrettanti tra stipendio e rimborsi.

IL MITO DELL’INTEGRAZIONE TRA PUGLIESE E MATER DOMINI

Mentre il Servizio sanitario regionale sprofonda nel baratro, come se non fossero bastate le tragiche morti dei minori Federica Monteleone, Flavio Scutellà ed Eva Ruscio, nonché la conseguente emergenza ordinata nel 2007, la politica dei vecchi partiti si concentra sul nulla e perde tempo. E allora rispolvera, giusto in campagna elettorale, il mito dell’integrazione tra gli ospedali catanzaresi Pugliese-Ciaccio e Mater Domini (dell’Università), che aleggia dal marzo 2015, cioè dalla nomina dei commissari governativi Massimo Scura e Andrea Urbani, il secondo promosso al vertice della Programmazione sanitaria nazionale.

LA «SUPERCAZZOLA» DAVANTI AL FINANZIAMENTO DEL MATER DOMINI

Noi calabresi non possiamo prenderci il lusso di legittimare il vizio della «supercazzola», di monicelliana memoria, che appartiene indistintamente al centrodestra e al centrosinistra, uniti nell’indifferenza e nell’immobilismo rispetto ai problemi veri della comunità. Perciò vi diciamo che l’integrazione in parola non si farà adesso, in quanto è un argomento che serve ai vertici sanitari, ma anche al governatore Oliverio, a garantire il surplus di finanziamento (di 10-12milioni annui) che la Regione eroga all’Università di Catanzaro per l’attività del suo policlinico, il Mater Domini, in virtù di un protocollo d’intesa scaduto dal 2008, mai rinnovato e mai adeguato alle norme vigenti dal 2012, per le quali il corrispettivo della Regione va rapportato alla produzione effettivamente resa.

LE PROVE SCOVATE IN REGIONE

Nel merito abbiamo le prove, che abbiamo inserito in un esposto penale del maggio 2015, a firma dei deputati 5stelle Dalila Nesci e Paolo Parentela. Tra le più significative, una nota del Settore Economico-Finanziario della Regione, dell’agosto 2014, inviata al dirigente generale ff del dipartimento regionale Tutela della Salute, in cui si legge: «Poiché quanto fino ad oggi trasferito alla AO Mater Domini, pari a € 28.209.951,00 per il periodo gennaio-luglio 2014, costituisce un importo prossimo al livello di produzione mediamente reso dall’azienda negli ultimi esercizi e considerato che questo Settore sta procedendo ad erogare i ratei mensili ancora sulla base del DPGR-CA n. 4/2013 (Riparto FSR 2012), né risulta ancora sottoscritto il citato protocollo Regione-Università, si comunica che dal mese di settembre p.v. i decreti di erogazione mensile non recheranno la quota prevista per I’AO Mater Domini a meno che i trasferimenti non vengano disposti dalla S.V. il cui gruppo firma sarà apposto sulle bozze dei provvedimenti». 

A CONTI FATTI

In sintesi, la produzione di Mater Domini si aggira sui 28milioni annui, per questo il Settore Economico Finanziario scaricava altrove le proprie responsabilità. Tuttavia il policlinico ne riceve, anche includendo le possibili maggiorazioni, 10-12 in più, ogni anno.

IL BILANCIO IN PASSIVO DI MATER DOMINI E LA NOMINA (ILLEGITTIMA DI BELCASTRO)

E a proposito del Mater Domini, va subito messa in rilievo una questione di bilancio, che per l’anno 2016 ha registrato, malgrado il “regalino” della Regione (dal 2012 a oggi), un passivo di 20milioni e 278mila euro, tenuto conto che il suo attuale direttore generale, Antonio Belcastro (in foto, nda) lo guida saldamente dal 2013, prima come commissario straordinario, poi come dg. Per inciso, stando all’articolo 9 della Legge regionale n. 22/2010, Belcastro non poteva essere nominato al vertice di Mater Domini, in quanto protagonista di sforamenti di bilancio.

IL “COPIONE” (IDENTICO) DI SCURA E OLIVERIO

Scura – e con lui Oliverio – ha rimosso dalla mente questo problema del finanziamento regionale a Mater Domini, riferendo che è prioritaria l’integrazione. È un po’ come se un paziente avesse urgente bisogno di un intervento al cuore e il medico dicesse che è meglio che vesta elegante, piuttosto che sportivo, tanto c’è tempo per andare in sala operatoria.

PRIORITÀ: ASSUNZIONI ED EQUA RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO ALLE REGIONI

Detto questo, che i politici alla Tallini non vi riferiranno mai, piuttosto che menarla sull’integrazione tra Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, che formerebbero la nuova azienda Dulbecco, adesso dovremmo occuparci di assunzioni negli ospedali e di ripartizione del Fondo sanitario sulla base del fabbisogno regionale di cure, per garantire alla sanità calabrese 1.500 nuovi addetti e 130milioni all’anno in più.

OSPEDALE DI LAMEZIA NELLA DULBECCO? NO, GRAZIE

Addirittura c’è chi vorrebbe accorpare l’ospedale lametino all’immaginaria Dulbecco, che, nella lontanissima ipotesi di istituzione da parte del Consiglio regionale, penalizzerebbe il Pugliese-Ciaccio a vantaggio del policlinico universitario, il quale gli caricherebbe i debiti cumulati.

LA PROPOSTA 5STELLE CONGELATA DAL SISTEMA DEI PARTITI

Discutendo del sesso degli angeli, la politica dei vecchi partiti tiene congelata un’importante proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dalla deputata Nesci e dal Movimento 5stelle insieme a Luigi Di Maio e presentata nel dicembre 2016 in Consiglio regionale. Tale proposta prevede di ridurre a 7 le aziende del Servizio sanitario regionale, con una separazione tra medicina ospedaliera e del territorio, una riduzione milionaria dei costi pubblici ed il conseguente miglioramento di gestione. Il Pd e Forza Italia hanno ignorato del tutto che la proposta, a costo zero, fu sottoscritta da 5mila cittadini, partendo proprio da Lamezia Terme, in una piazza riempita da 8mila persone. Sulla sanità centrodestra e centrosinistra hanno agito nello stesso modo, per cui ne pagheranno il prezzo il prossimo 4 marzo, quando gli elettori ci giudicheranno sui fatti.

Basic RGB

www.facebook.com/gdippolito

Mia pagina facebook da visitare cliccando qui