Calabria, M5S e lavoro: iniziamo dal REDDITO DI CITTADINANZA

di Giuseppe D’IPPOLITO. Attivista del Meetup 5 Stelle Lamezia, candidato M5S alla Camera (collegio uninominale Catanzaro-Lamezia)

Il lavoro è l’eterno problema della Calabria. La politica ne controlla il mercato, vive mantenendo il precariato e spesso dirotta risorse pubbliche a favore degli amici, dei tesserati di partito, dei sostenitori elettorali.

L’inchiesta “Stige” ha confermato stretti rapporti tra amministratori pubblici e imprese. Dalla relativa ordinanza di custodia cautelare è emerso, peraltro, che alcuni arrestati avevano bonificato 2000 euro al governatore regionale, Mario Oliverio (che non è indagato), per la campagna elettorale delle ultime regionali.

Al fine di creare lavoro bisogna agevolare le imprese, tutte. E quindi snellire la burocrazia, semplificare le procedure, accelerare le pratiche. Questo è contemplato dal Programma Lavoro 5stelle.

Occorre, ancora, istituire una banca pubblica per investimenti, per cui abbiamo previsto un capitale iniziale di 10miliardi. Nello specifico, il credito verrà indirizzato in settori strategici: abitazione, adeguamento sismico degli edifici, mobilità sostenibile, cultura, energia e ambiente, nuove filiere produttive.

Bisogna quindi vigilare sull’attività bancaria e consentire l’immediato risarcimento dei truffati. Nel nostro programma è contemplata anche la Procura nazionale per i reati bancari.

Vanno accelerati i processi penali, il che ha implicazioni per la salubrità dell’economia, e i territori vanno controllati in modo capillare. A tal riguardo prevediamo l’assunzione di 10mila nuove unità di personale nelle forze dell’ordine.

Per lo sviluppo delle piccole e medie imprese serve una riduzione significativa delle tasse, che noi pensiamo di abbassare per dare ossigeno a commercianti e produttori. Puntiamo sull’agricoltura di qualità e sulle energie rinnovabili.

Tuttavia in Calabria bisogna anzitutto creare un’alternativa immediata alla dipendenza dalla politica e dalla ‘ndrangheta, che spesso sono accomunate. Chi non riesce a campare viene circuito e sottomesso dalla politica o dalla criminalità organizzata. Troppi lavoratori sono in bilico, appesi alle scelte della politica. Mi riferisco alle migliaia di calabresi in mobilità in deroga, ai socialmente utili e di pubblica utilità, ai laureati di “Garanzia giovani”, ai tirocinanti della “Giustizia” e ad altri utilizzati a scadenza negli uffici pubblici.

Il sistema partitico sopravvive lasciandoli in questa condizione, senza libertà e futuro. Fa comodo ai vecchi politici, molti dei quali si sono ripresentati al giudizio degli elettori. Di questi sfruttatori del bisogno popolare conosciamo nomi e vizi.

Il reddito di cittadinanza, che ci caratterizza da sempre, è l’ideale per l’emancipazione di singoli e famiglie: per i 9milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà proponiamo un reddito di 780 euro al mese netti per i singoli e sino a quasi 2.000 euro mensili per le famiglie di quattro persone. Nella misura abbiamo incluso percorsi di formazione al lavoro, in modo da facilitare l’uscita dalla disoccupazione.

Abbiamo anche previsto pensioni di cittadinanza, sul principio che tutti debbano vivere senza più elemosinare.

In quanto alle coperture del reddito di cittadinanza, di circa 17miliardi per il primo anno, esse sono state validate anche dall’Istat, dunque non sono fumo negli occhi. Non dimentichiamo che i governi di Pd e Forza Italia hanno sempre trovato i soldi per foraggiare le banche amiche e mai quelli per garantire dignità ai cittadini.

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