Della competenza dei 5Stelle e della presidenza a Di Maio

Rimini M5s

di Emiliano MORRONE*- È falsa l’idea che nei partiti politici vi siano competenze, invece inesistenti nel Movimento 5stelle. Si tratta di una menzogna priva di ogni riscontro, ripetuta e amplificata da comunicatori disonesti e spesso a libro paga del potere. Affermare che in una forza politica non esistano persone competenti è come sostenere che, per esempio, nel Sud manchino persone oneste e coraggiose. È una generalizzazionemedia arbitraria, che attecchisce soltanto perché passa in modo ricorrente e ossessivo nel grande circuito mediatico. Perciò diventa un dogma, una verità da accettare in silenzio, proprio per come proposta. Bisogna invece interrogarsi su tutto, sempre.

E allora: come si misurano le competenze, su quali basi, con quali criteri, secondo quali parametri? Oltretutto, ma questo è un altro discorso, il politico -e qui non posso soffermarmi sul Platone citato da Gaber – non deve avere competenze settoriali, atteso vi sono fin troppi tecnici e consulenti nei ministeri, in parlamento, nelle Regioni, nelle Province gettate nel limbo, nei Comuni privati di risorse e nelle (nuove) Città metropolitane.

ministero

Organigramma Ministero del Lavoro

Ci dovremmo chiedere quale sia l’utilità di tutti questi tecnici, che in Calabria, per esempio, inventano un diritto inesistente con cui giustificano l’impossibile, spesso in maniera ridicola. E, a proposito di tecnici e competenze, vorrei ricordare la sonora bocciatura della riforma costituzionale e della cosiddetta “Madia” in tema di pubblica amministrazione, nonostante la pletora di tecnici a sevizio del governo Pd e alleati. Occorre, pertanto, ribadire il principio su cui si fonda la politica, cioè la rappresentatività, che non discrimina tra visione generale e conoscenza particolare.elezioni Certo, l’ignoranza è il peggiore dei mali, ma essa non è da contrapporre alla specializzazione (meramente funzionale) su cui si fondano i processi produttivi e perfino i servizi pubblici. Se guardiamo alla sanità, vi sono medici incapaci di riconoscere i sintomi del morbillo, anche quando visivamente evidenti. Costoro per la diagnosi prescrivono analisi di laboratorio. Dunque in tanti casi l’osservazione e il ragionamento sono aboliti d’ufficio, a beneficio di procedure automatizzate (e disumanizzate) che privilegiano la tecnica e la tecnologia come fossero il Padreterno. Basti pensare, peraltro,auto con navigatore all’abitudine di spostarsi in auto con la guida del navigatore, che ti fa perdere o girare attorno alla meta impostata, magari per ore. Al contrario, se chiedessi a un passante, ti indicherebbe la strada per arrivare subito, magari pure sorridendoti. Sempre in materia di tecnici, sarebbe utile conoscere i nomi di quelli che hanno suggerito al ministro Lorenzin (e al resto del governo) la via della decretazione d’urgenza in ordine all’obbligo vaccinale. Se posso fornire un paragone, è come se a un lorenzinchirurgo avessero consigliato di operare un paziente senza protezione antibiotica. Questi sono, non di rado, i tecnici, che, pagati profumatamente, ogni volta restano fuori delle critiche politiche.

Infine, la convinzione che il politico debba essere per forza un tecnico serve, in primo luogo, alla definitiva sostituzione dei politici con burocrati controllabili. Mario MontiL’abbiamo visto con Mario Monti&Co., con tutti i danni che hanno causato, soprattutto al futuro delle nuove generazioni. In ultima analisi, i tecnici sono per definizione a servizio dei politici, per cui in teoria il politico potrebbe anche essere un analfabeta, magari con straordinaria sensibilità e profondità. Attenzione, non teorizzo l’ignoranza al potere, ma insisto sul riferito principio della rappresentatività. Non mi pare che le specializzazioni di Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Aldo Moro e Giacomo Mancini senior fossero quelle di Corrado Passera, Fabrizio Saccomanni, Pier Carlo Padoan e, lasciatemi il gusto della satira, Giuliano Poletti. Eppure, in termini di capacità politica le differenze tra i primi e i secondi sono incolmabili.

Tornando ai 5stelle, se vogliamo valutarne le competenze dobbiamo basarci sui fatti, non sulla sistematica – e piena di fesserie – Raggidemonizzazione del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Per la Calabria, di cui ho diretta conoscenza, posso testimoniare che alle loro obiezioni nessuno, dei politici e tecnici di potere, ha mai risposto nel merito: nessuno li ha mai contraddetti con più validi argomenti (tecnici). Si vedano, solo a titolo di esempio: la brutta storia del sito archeologico di Capo Colonna; le nomine di una sfilza di dirigenti di vertice; il finanziamento regionale al policlinico universitario di Catanzaro; la vicenda della terapia intensiva della Cardiochirurgia del predetto ospedale; la questione dei 2miliardi che lo Stato deve alla Regione per la sanità; l’infondatezza del Piano di rientro dal disavanzo sanitario e la proroga del relativo commissariamento; il caso, emblematico, dell’ex Demanio della Provincia di Cosenza; oliveriole tante denunce su scottanti questioni ambientali; la dimenticata (e ora cessata) permanenza di Michele Laudati alla direzione del Parco nazionale della Sila; l'”inquinamento” degli uffici a Reggio Calabria; la situazione della Fondazione Terina e i diritti dei lavoratori di Calabria It. Potrei continuare, ma mi fermo qui. Meditiamo!

P. S. Profezia: i 5stelle vinceranno le prossime politiche e Luigi Di Maio sarà presidente del Consiglio.

* Giornalista

 

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