Si ritorna a scuola, senz’aule, senza adeguamenti antisismici, senza agibilità

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di Luca TRUZZOLILLO – Era la fine di luglio scorso quando provavamo a rendere edotto il sindaco sulle reali condizioni in cui versano gli edifici Scolastici del nostro Comune, consigliandogli di non perdere tempo in passerelle e inutili smancerie politiche e di provvedere a far sì che per settembre, i cortili ed i giardini di tutte le scuole siano ripuliti dalle erbacce e ben curati, che i bagni siano tutti davvero igienici e funzionanti, che in ogni plesso ci siano le caldaie ben manutenzionate per il prossimo inverno (e per questo ancora si è in tempo!), e che tutti i “lavoretti” segnalati dai dirigenti scolastici e non ancora soddisfatti siano svolti ad arte prima dell’inizio delle lezioni (leggi qui l’articolo).
E non era nemmeno la prima volta che chiedevamo lumi sulla situazione degli edifici scolastici, tant’è che, sin dai primi di giugno (leggi qui l’articolo) ci eravamo preoccupati di indagare sulla condizione strutturale degli edifici pubblici lametini chiedendo al Sindaco di rendere noti quei famosi coefficienti di vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, integrando la nostra richiesta con alcune pagine del Rapporto Barberi (vedi sotto), quello che indica, drammaticamente, una pericolosissima situazione, aggiornata purtroppo ad una quindicina di anni fa  e quindi oggi sicuramente ancora più grave.
Ma evidentemente il sindaco, che non ci degnava di nessuna risposta, e il suo staff, erano fin troppo informati, non solo della condizione precaria della maggior parte degli edifici scolastici, ma purtroppo anche dell’impossibilità, da parte della Sua amministrazione, non solo di non potere (o riuscire) a mettere mano alla sicurezza dei nostri figli dal punto di vista sismico (sigh!), ma nemmeno, evidentemente, a garantire l’ingresso nelle aule a tutti i bambini, nemmeno agli aventi diritto.
E’ il caso della scuola primaria “don Bosco”, per l’ampliamento della quale i dirigenti avevano chiesto con largo anticipo una serie di misure che avrebbero forse consentito di accogliere comodamente ben 42 bambini in più rispetto all’anno precedente. scuola2 A quanto sembra, si trattava di realizzare qualche lavoro di adeguamento, che consisteva nella trasformazione del “locale attualmente adibito a ripostiglio/magazzino strumenti musicali per mezzo dell’apertura della finestra esterna al posto dell’esistente vasistas” e “l’adeguamento dei locali dello spogliatoio della palestra compreso il ripostiglio” e poi c’era da ripristinare i bagni. Tutto ciò andava evidentemente a cozzare con la pesante macchina amministrativa che si vedeva modificati, da quelle specifiche richieste, gli indici di funzionalità didattica e persino il rapporto tra spazi didattici e spazi destinati a servizi. Per le norme di settore si trattava di pochi metri quadrati a bambino e di due vasi igienici, solo due, giusto per non alterare il rapporto tra spazi didattici e spazi destinati ai servizi! scuola elementare
Anche se la richiesta (o le richieste) del dirigente scolastico erano pervenute immediatamente dopo la fine delle iscrizioni, cioè a marzo 2017, e che lo stesso dirigente avanzava ogni anno la stessa proposta, finalizzata cioè alla creazione di nuove aule scolastiche, manifestando quindi una necessità effettiva, alla fine del mese di luglio scorso il Comune decide di rispondere picche, quasi come se si trattasse di una contesa fra la dirigente della scuola ed i dirigenti del Comune, ignorando di fatto le richieste di ben 42 famiglie che invece esprimono la necessità di accompagnare i propri figli proprio in quella scuola, tutte le mattine, vuoi per vicinanza alla propria abitazione, vuoi per comodità di altra ragione, vuoi perché l’edificio in questione è fra i più nuovi e di conseguenza fra i più sicuri, forse, della zona.
Niente di impossibile, non un nuovo edificio, nessun cantiere costoso, nulla di fantascientifico: solo la sostituzione di una finestra, la rimozione di qualche tramezzo, la creazione di qualche bagnetto, ed una bella ritinteggiata finale. Tutti lavori che in un complesso scolastico che presenta le caratteristiche di spazio per il soddisfacimento delle richieste dei cittadini, scuola-604x270 potevano essere realizzati in tempo per l’apertura delle scuole, garantendo i giusti standard di igiene e sicurezza, senza invece arrivare alle note stampa ed alle vie legali con chissà quali conseguenze in termini di costi e di tempi.
Ma si sa, siamo in Calabria, e per giunta a Lamezia Terme, dove tutto si trasforma in impossibilità a procedere per il “rispetto della normativa di settore”. In Calabria il 94% delle scuole è senza il certificato di agibilità statica e negli ultimi anni si sono registrati persino alcuni crolli e a Lamezia la situazione non si presenta diversa.    (leggi Calabria: il 94% delle scuole senza certificato d’agibilità ) che ospitano ogni anno migliaia di bambini e ragazzi non hanno anche qui il certificato di agibilità, e spesso presentano situazioni al limite con l’imposizione delle norme vigenti, eppure quando si tratta di accogliere le richieste dei cittadini i tecnici comunali si trincerano dietro al “rispetto della normativa di settore” facendo scomodare persino il dott.Antonio Marziale, marzialeGarante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, che di sicuro non è molto aduso a questi temi.
Sembra impossibile ma è così. Le scuole riaprono, le difficoltà in capo ai genitori, ai dirigenti ed agli insegnanti saranno sempre le stesse (se non maggiori) e nonostante anche le responsabilità in materia di sicurezza che ogni giorno si accollano sia i genitori (responsabilità di tipo morale) che i dirigenti e gli insegnanti (responsabilità di tipo penale) siano sempre di più, gli strumenti reali a disposizione di tutti i soggetti interessati sono pochi e non riescono ad incidere in alcun modo su questioni fondamentali come la sicurezza e la stabilità statica degli edifici o la disponibilità di spazi e servizi adeguati e proporzionati al numero di alunni. Tutto ciò stride fortemente, oltretutto, con gli obblighi imposti a famiglie e scuole dalla nuova legge sulle vaccinazioni obbligatorie, perché se da un lato si pensa per legge di tutelare la comunità dal morbillo e dalla meningite lo stesso però non vale per la pubblica amministrazione, che dovrebbe tutelare i nostri figli dal rischio sismico.
Sarebbe stato opportuno – si legge in una delle tante lettere aperte sottoposte dai dirigenti scolastici alle più alte cariche istituzionali – promuovere incontri con tutti gli attori istituzionali, ragionare con loro su come agire, su come contribuire ad avviare con urgenza una fase in cui la sicurezza trovi riscontri proporzionati nella programmazione delle risorse nazionali e regionali. I Dirigenti Scolastici sono ancor più determinati a garantire al personale e all’utenza idonee condizioni di sicurezza. E se non dovessero esserci, sono pronti a inoltrare richiesta di intervento agli organi di vigilanza competenti per ciascun territorio perché ne traggano le conseguenze del caso. Se nell’imminenza dell’inizio delle attività didattiche i Prefetti o i Vigili del Fuoco dovessero decidere per la non riapertura di molti plessi scolastici non ancora a norma, i Dirigenti Scolastici sapranno di aver agito nella consapevolezza che alunni, docenti e personale scolastico hanno in primis il diritto a veder garantita la propria incolumitàLETTERA_APERTA_SULLA_SICUREZZA_DELLE_SCUOLE.
Questi sono i temi e le richieste che ogni anno i dirigenti e gli insegnanti avanzano e noi non possiamo che augurarci che, almeno in alcuni casi, i Prefetti ed i Vigili del Fuoco, prendano le giuste decisioni.
Metta mano quest’estate a tutto ciò, e solo così il sindaco Mascaro potrà dimostrare di essere fattivamente impegnato a risolvere i problemi dei suoi concittadini, altrimenti eviti a settembre le parate e le prese in giro”.
Questo scrivevamo poco più di un mese fa, ma forse era già tardi!

Rapporto Barberi su vulnerabilità scuole di Lamezia

Elenco scuole Lamezia

io mela cavo

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