Trasporti: Oliverio vuole una Lamezia sempre più isolata. E il PD e Mascaro dormono sonni beati.

di Luca TRUZZOLILLO – Non c’è pausa estiva neanche sotto ferragosto per le intricate vicende del nostro Comune, tranne forse che per il Piano Strutturale Comunale (PSC), lo strumento di base dello sviluppo nostrano, tanto elogiato da diventare, sottotraccia, il fulcro della bagarre politica locale e regionale che ostinatamente continua ad essere mantenuto in standby, fermo, in attesa di trovare la quadra su quegli interessi particolari di chi chiede interventi puntuali a discapito degli interessi collettivi e di comunità. Proprio in queste settimane di agosto, intanto, il governatore

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Gazzetta del Sud

della Regione Calabria Mario Oliverio ha annunciato che a settembre sarà presentato un grande progetto per collegare Catanzaro Lido all’aeroporto lametino col treno.

Non è fantascienza –ha affermato il presidente Oliverio- ma un disegno preciso, anche perché la stazione di Sant’Eufemia va trasferita nella zona aeroportuale, sul modello Fiumicino”. Così Lamezia diventerà, sempre a detta del governatore, il fulcro dei trasporti in questa regione. PRT3

Chissà se avrà avuto, l’onorevole Presidente, l’accortezza di informare e coinvolgere per tempo l’amministrazione Comunale, magari nella persona dell’assessore Cardamone che ancora si regge in giunta, o semplicemente di prendere visione del contenuto del PSC (emendato, adottato e non ancora approvato, leggi qui) che alla voce “Rete ferroviaria. Stazione Alta Capacità” (art. 43 del R.E.U.) fa la voce grossa ed “esclude tratte ferroviarie alternative di collegamento fra Lamezia Terme e Catanzaro – Germaneto che determinano l’isolamento dei centri urbani di Lamezia Terme e del suo comprensorio”.

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Eppure, come previsto dall’Accordo (leggi qui) sottoscritto tra RFI e Regione Calabria a ottobre 2016, e come ricordato dal Presidente della regione nei giorni scorsi, nei prossimi anni pioveranno fondi europei e nazionali nel nostro territorio, per svariate centinaia di milioni di euro, proprio per creare tratte alternative al collegamento Lamezia/Germaneto e con il risultato, probabilmente, di isolare i centri del Lametino. Ma tanto nel PSC, ancora non definitivamente operativo e continuamente messo in discussione dalle varie forze politiche che dovrebbero approvarlo, si “promuove ogni forma di opposizione civile fondata sulla sovranità popolare, ad ogni azione amministrativa diretta a sovvertire gli interessi […]” della città, senza però fornire un’idea alternativa o meglio, complementare, a scelte e decisioni che, per forza di cose, devono essere discusse insieme con tutti gli interessati, dal Comune Lametino alla Comunità Europea. Si trattava di avere una “vision” più ampia per la propria comunità e stilare un valido piano della mobilità sostenibile, urbana ed extraurbana che diventasse il primo riferimento per qualsiasi interesse sovracomunale che punta a modificare gli assetti interni della nostra città, tenendo conto di quel ruolo strategico di più ampia portata che svolge la nostra città ed a cui fa riferimento il Presidente della Regione.

Ma se nella sua versione originale, nel PSC si aprivano le porte ad uno “specifico Accordo di Programma, […] tra Città di Lamezia Terme e Rete Ferroviaria Italiana, […] di concerto con la Regione Calabria e la Provincia di Catanzaro” provvedendo oltretutto “alla messa in valore, […] delle risorse patrimoniali integrate all’intera rete ferroviaria lametina”, dopo l’emendamento del 16 marzo 2015, con cui “La città di Lamezia Terme: riconosce nell’attuale linea ferroviaria di collegamento fra Lamezia Terme e Catanzaro l’unica opzione di trasporto ferroviario sostenibile in senso economico, ambientale e paesistico” sarà ben più difficile far parte, in maniera attiva, di quanto contemplato nel Piano di Sviluppo Aeroportuale 2012-2027 Schermata 2017-08-18 a 09.47.58(Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – leggi PSA_RG), che in pratica, e solo grazie alla sua posizione geografica, vede Lamezia Terme trovarsi alla confluenza tra la direttrice tirrenica e la trasversale Lamezia Terme – Catanzaro Lido.

 

Ma la direttrice tirrenica R.F.I. Praia – Paola – Lamezia Terme – Reggio Calabria è anche la linea che si sviluppa lungo l’Asse Ferroviario I Berlino-Palermo, incluso tra i progetti prioritari europei collegati alla realizzazione delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) e che rappresenta anche una porzione della direttrice Roma – Napoli – Reggio Calabria, un pacchetto di situazioni che tradotto e messo insieme con l’aeroporto internazionale e lo svincolo autostradale si legge: il centro del mediterraneo!

Insomma ci sarebbe da diventare veramente il centro della Calabria, del Mediterraneo e del sud Europa, ma a guardare nel dettaglio, oltre alla scarsa qualità delle ferrovie, la viabilità secondaria, le strade provinciali e la rete viaria minore, presentano in genere “limiti strutturali e funzionali” sia per la inadeguatezza dei tracciati, sia per le difficili caratteristiche geomorfologiche dei luoghi attraversati (vedi dissesti idrogeologici), sia per il precario stato di manutenzione.

Un piano della mobilità e dei trasporti, oggi, dopo le parole del Governatore, poteva quindi essere lo strumento utile a dettare la linea sulle scelte da intraprendere a livello di comprensorio lametino e avrebbe consentito di sedersi ai tavoli che contano insieme a quegli altri soggetti istituzionali che invece, decidono su di noi e senza di noi. Una linea che invece, ad oggi, è stata tracciata da altri enti, da soggetti che non vivono a Lamezia ma che hanno interesse ad utilizzare gli scali, ferroviario ed aeroportuale, ed il collegamento stradale con la città di Catanzaro (e di conseguenza tutti i fondi che saranno stanziati all’occasione) con un’idea fissa: la velocità lungo l’asse Ionio-Tirreno.

Non ci sarà dunque da meravigliarsi se a settembre la città si ritroverà a dover subire, come già successo tante altre volte, scelte ed interventi che riguardano il nostro territorio. Costringendo, di fatto, quegli Enti sovra-comunali che programmano il futuro della regione a tagliare i collegamenti con i centri urbani più lontani dalla costa.

Nelle linee strategiche del nostro PSC si poteva e doveva quindi dare grande rilievo al ruolo di polo di centralità strategica, PSC1 logistico e dei trasporti intermodali che Lamezia dovrà assumere nei prossimi anni, e lo si sarebbe dovuto fare già nella versione pre-emendamento, mettendo davvero a sistema le progettualità, le risorse e le esperienze disponibili a tutti i livelli, favorendo una volta per tutte l’internazionalizzazione degli scambi con il porto di Gioia Tauro, il potenziamento dell’area industriale ed il collegamento con le innumerevoli mete strettamente turistiche raggiungibili dallo scalo di Lamezia Terme, con conseguente apertura della città all’Europa ed al Mediterraneo per farne finalmente parte integrante, senza restare solo un luogo di (difficile) passaggio. Tutti argomenti che nel PRT, il Piano Regionale dei Trasporti, venivano introdotti nel 2014, quasi a sopperire alle mancanze di quello strumento che da lì a poco stava per essere adottato.

I progetti di ammodernamento che RFI e Regione Calabria si apprestano a realizzare aprono per la città prospettive interessanti e scenari di sviluppo concreti, ma pongono anche domande che, sulla base dell’impianto del PSC così come emendato troveranno facile e puntuale risposta: spostando il terminal ferroviario principale in zona aeroporto, il collegamento con il centro di Sant’Eufemia e di conseguenza con i centri di Nicastro e Sambiase, che già da anni vivono un progressivo depotenziamento in termini di servizi di trasporto e mobilità urbana ed extraurbana, saranno messi in secondo piano rispetto alle linee gerarchiche Nazionali. E mentre ci si preoccupa di escludere a priori tratte alternative al collegamento con la costa ionica, negli spazi ancora aperti tra l’attuale stazione di Sant’Eufemia e l’Aeroporto internazionale, oltre al Progetto Zuccherificio di cui non si ha più alcuna notizia certa, un ampio ambito di territorio urbanizzabile della città verrà di fatto dedicato, in base al citato Accordo, allo sviluppo di quelle funzioni strategiche di eccellenza, strettamente complementari alle strutture aeroportuali (terminal, parcheggi, aerotel ecc.) con interventi ancora poco chiari e per nulla discussi in sede di Consiglio Comunale. consiglio-comunale14-02

Insomma bisognava prendere veramente atto dell’importanza che poteva rappresentare una buona organizzazione della mobilità e del sistema di trasporti (aspetto che era noto anche alle antiche civiltà greche e romane, che oltre a costruire strade di qualità ne sfruttavano la posizione per fare crescere e sviluppare centri urbani e commerciali di grande interesse) che invece, fino ad ora, qualsiasi amministrazione ha rinunciato a sviluppare concretamente, così da non avere alcun peso decisionale nei tavoli che contano.

Quindi, prima che soggetti altri prendano decisioni importanti e capaci di modificare radicalmente l’assetto del nostro territorio sarebbe il caso di riunire le forze e rimodulare l’assetto del Piano Strutturale, dirigendolo verso una visione d’insieme che tenga conto degli interessi di molti e non di pochi, che tenga presenti le reali esigenze degli abitanti del luogo, le priorità del territorio e che metta un punto fermo sulla sicurezza della comunità in termini di sismicità e assetto idrogeologico e che riesca a creare un collante unico per la ricucitura delle periferie e di tutte quelle trame sparse di tessuto urbano ed extraurbano che necessitano, forse proprio come punto di partenza di un sistema di mobilità efficiente e sostenibile.

E Mascaro, che oggi può vantare anche il supporto palese del gruppo consiliare del PD? E lo stesso PD cittadino? Fanno tutti come le tre note scimmiette !

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