In un anno si sarebbe potuto sgomberare Scordovillo. Le nostre proposte. Perdita patria potestà.

Scordovillo bambini oscurati

Di Giuseppe d’Ippolito – Sì, probabilmente un anno di organizzazione ci sarebbe voluto, ma da metà giugno 2015 ad oggi di anni ne sono passati oltre due e l’unica novità è … che non ci sono novità nella questione Scordovillo e nei loro fumi tossici.

All’epoca della campagna elettorale per le comunali 2015, la lista del Movimento 5 Stelle le proposte le aveva nel suo programma e le fece in tutte le occasioni di incontri e dibattiti pubblici. Ora verrebbe da dire che la città ha scelto Mascaro e si tenga l’inerzia di Mascaro.

Ma invece oggi quelle proposte le vogliamo ripetere, perché fare manifestazioni di piazza, senza una piattaforma propositiva da sostenere, vuol dire raccogliere 30/50 persone tra i più fidati amici e parenti e lasciare il problema irrisolto.

Primo. Lo sgombero di Scordovillo e il connesso problema di alloggi alternativi è anche, e sopratutto, una questione di regolamentazione di edilizia residenziale, di urbanistica, il progetto della città, insomma, che manca. Archiviati i programmi di edilizia popolare, già finanziati, della precedente amministrazione che poi li ha abbandonati (con perdita del finanziamento), proponevamo tre cose da fare (e si possono fare ancora adesso): il censimento delle case sfitte (spesso abbandonate), specie nei centri storici di Nicastro e Sambiase (ricordate il “rivitalizziamo i centri storici”?); il censimento degli alloggi Aterp non occupati e lo sgombero di quelli occupati abusivamente. C’era poi da portare a compimento il “piano città”, incompiuto da anni, per l’edilizia popolare, per il quale il Comune di Lamezia Terme ha a disposizione un finanziamento di 30 milioni di euro. Ma solo il 20 luglio scorso l’assessore Cardamone cardamone (lavori pubblici) pubblicava sul suo profilo facebook una nota con la quale annunciava che ancora non è stipulata la convenzione con l’Aterp, che ancora non è sottoscritta la convenzione col Ministero, che ancora non sono definiti gli oneri, le modalità e, sopratutto, gli incarichi di progettazione. Ma al grido “va tutto bene madama la Marchesa”, affermava “le procedure sono perfettamente regolari, svolte nelle sedi opportune e nell’esclusivo interesse pubblico e della cittadinanza lametina”. E menomale, diremmo noi.

Senza dire che il “piano città” di cui sopra è in stretta correlazione con l’approvazione del PSC. PSC1 Altro ostacolo insormontabile, specie dopo le dimissioni dell’assessora Scavelli. Ma niente paura, il sindaco è subito corso in tv a rassicurarci che “nei prossimi giorni” l’iter del PSC sarà completato (già a inizio 2017 aveva dichiarato in consiglio comunale che l’iter del PSC sarebbe stato completato entro gennaio), magari a ferragosto, tanto lui non si assenta mai dal comune se non per un giorno ogni due anni .

Fatto sta che i  rom stanno sempre a Scordovillo, continuano a dar fuoco a pneumatici e prodotti vari, ma i lametini potranno trovare consolazione dalle parole di Cardamone perchè, sappiano i cittadini affumicati e avvelenati dai fumi tossici, che per sgomberare Scordovillo “le procedure sono perfettamente regolari, svolte nelle sedi opportune e nell’esclusivo interesse pubblico e della cittadinanza lametina”. IMG-20170708-WA0003

Secondo. Il problema Scordovillo nasce sopratutto dal fatto che quel sito è divenuto porto franco per attività illegali e criminose che, pur compiute alla luce del sole,

non vengono punite. Fumi tossici, furti, allacci abusivi alle pubbliche forniture, smaltimenti illeciti, danneggiamenti, scippi, piccole rapine ecc.. Nulla a che fare con la criminalità organizzata, per carità (ma fino a quando?), ma sempre di illeciti si tratta, ai danni di una collettività di concittadini. Il fatto è che parliamo di reati in cui è difficile (ma non impossibile) l’individuazione del responsabile e che, quando giungono a processo, si concludono con pene ovviamente lievi che non valgono come deterrente per il futuro. La deterrenza alla piccola criminalità è il lavoro, ma questo è un altro discorso. Vanno quindi trovati altri strumenti di deterrenza, nell’ortodosso rispetto della legge ma tenendo conto che nessuno pare considerare il problema nel problema.

Se si ripete, a mo’ di ritornello, che i rom sono quarant’anni che vivono nell’illegalità, ciò che tutti sembrano non considerare è che Scordovillo, oltre che porto franco, è divenuta una palestra dell’illecito nella quale vengono allevati o, magari, apprendono direttamente per imitazione dai più grandi, intere generazioni di minori.

scordovillo bambini

Sono sempre di più i bambini a delinquere, coperti dalla impunità garantita loro dalla legge, sono sempre di più i piccoli residenti di Scordovillo che, ad esempio, evadono l’obbligo scolastico, per responsabilità dei genitori. E come si comporteranno questi ragazzi, che sono nati e cresciuti nella palestra di Scordovillo senza frequentare scuole e altri propri coetanei, non appena cresciuti? La risposta è facile, perpetueranno usi e costumi, anche quelli più nefasti, degli adulti, genitori e amici, anche se, magari, nel frattempo saranno stati sgomberati da Scordovillo e trasferiti in altri ghetti (leggi Ciampa di Cavallo, S.Pietro Lametino).

Le proposte. Due anni fa proponevamo, inascoltati, ma lo riproponiamo oggi, innanzitutto l’integrazione Manifestazione Scordovilloquando Mascaro sarà stato capace di risolvere i problemi abitativi di cui sopra, attraverso l’assorbimento in altre zone della città delle famiglie di rom, piccoli gruppi di 2/3 famiglie per sito. Il porto franco e la certezza di poter delinquere restando impuniti, lo dà il senso del clan, l’enclave chiusa e non accessibile dall’esterno. Bisogna combattere questa logica.

E poi, nell’immediato, nuovi strumenti di deterrenza che si coniughino anche con la salvaguardia delle nuove generazioni di rom, che poi rom non sono, ma cittadini di Lamezia a tutti gli effetti.

Ci era sembrato, e ci sembra, che la legge esistente offra uno strumento di tale genere ed esso consiste nella revoca della potestà genitoriale sui figli, per coloro che delinquono e che non indirizzano i propri figli verso comportamenti improntati alla civile convivenza (in primis rispettando l’obbligo della scolarizzazione).  Sarà doloroso per genitori e figli ma, allo stato, ci sembra il metodo più efficace per garantire il rispetto della legalità e per evitare che le pratiche più incivili si trasmettano ai più giovani, perpetuando anche nel futuro il problema Rom a Lamezia (siano essi a Scordovillo o altrove). scordovillo bambini 2

Per questo abbiamo deciso di fare dei passi formali e, nei prossimi giorni, indirizzeremo un’istanza al Prefetto e ai Procuratori della Repubblica (presso il Tribunale ordinario e presso il Tribunale dei Minorenni) nonché ai Presidenti dei due Tribunali, chiedendo loro di valutare questa strategia operativa nelle loro rispettive attività d’ufficio.