I FUOCHI FATUI DI UNA AMMINISTRAZIONE FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI

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Sono anni ormai che l’intera comunità lametina denuncia in ogni modo l’avvelenamento provocato dai continui roghi tossici che con frequenza si levano dal campo rom si Scordovillo, e non solo, liberando nell’aria e disperdendo nell’ambiente quantità elevate di diossine ed altri agenti inquinanti altamente cancerogeni e pertanto dannosi per la salute umana. Nonostante ciò nulla accade. Sono anni che assistiamo a continue promesse, ma ormai è chiaro a tutti che come gli illustri predecessori anche il sindaco Mascaro e l’attuale amministrazione dimostrano di essere indisponibili ad affrontare seriamente il problema, ammesso e non concesso che venga vissuto anche da loro come tale. La politica è silente, la magistratura pure, le autorità sanitarie ed ambientali fingono di non vedere né sapere…mentre la città brucia. Il campo di Scordovillo è diventato una enclave dove tutto non solo è possibile, ma anche e soprattutto consentito. Un ghetto dove i reati ambientali previsti dalla legge 68/2015, documentati più volte ed in tutti i modi possibili anche da importanti trasmissioni di denuncia come Striscia la Notizia, non fanno testo, grazie soprattutto alle omissioni ed alle complicità che in tutti questi anni si sono consolidate ben bene fino a diventare la norma.

Tutti sappiamo chi sono gli esecutori materiali di questi reati, che da decenni restano comunque impuniti; sono in molti inoltre ad aver capito che ci devono per forza essere complici e mandanti occulti, imprenditori lametini che preferiscono smaltire rifiuti tossici e pericolosi in modo lesto e sbrigativo, al di fuori del rispetto delle norme di legge e nel silenzio/assenso delle autorità e delle istituzioni. Una lunga catena di connivenze che favorisce da decenni il continuo ripetersi di questi ecoreati sul territorio producendo danni ingenti alla salute pubblica, all’integrità ambientale del territorio ed alla qualità della nostra stessa catena alimentare.

Sono tutti bravi a raccontarci che Lamezia Terme ha bisogno di esempi di legalità, che questa città deve liberarsi dei retaggi mafiosi del recente passato, che dobbiamo isolare i criminali e sciogliere le trame del malaffare, ma se l’esempio quotidiano è questo di cui stiamo parlando sarà difficile non solo riuscirci, ma in primo luogo essere davvero credibili, sia di fronte alla legge che di fronte ai cittadini.

Mascaro a Gazzetta 2015 Rom PSC Multiservizi

Intervista alla Gazzetta del Sud del maggio 2015

Non è credibile una amministrazione locale che promette e non mantiene, non sono credibili le autorità preposte alla vigilanza sanitaria e ambientale, non sono credibili le autorità di governo che tollerano il perpetuarsi di simili situazioni. Sono sempre gli stessi, da sempre, a rimpallarsi tra loro una delle più gravi irresponsabilità di tutti i tempi.

E’ il caso che tutti i soggetti interessati rompano questo assordante silenzio, molto più fitto e impenetrabile della coltre nube di fumo nero che ci tocca respirare quasi quotidianamente Se parli di Terra dei Fuochi a Lamezia ti dicono che non ci sono evidenze scientifiche, eppure sono decenni che respiriamo giorno e notte diossine a dire basta, tossiche e cancerogene. Eppure non mancano denunce dei cittadini e le testimonianze documentate dei roghi; eppure non è che non se ne sia accorto nessuno, dalle finestre dell’Ospedale del Comune o della Questura. La città va in fumo nell’indifferenza di chi sa e non fa.

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Chiediamo a tutte le autorità coinvolte di individuare tutte le soluzioni utili a procedere allo sgombero definitivo del campo rom ed alla bonifica integrale del sito, e non ci si venga a dire che non si può fare.

Link per approfondimenti:

Tra i due fuochi

A Scordovillo si continua a bruciare, caro sindaco.

Basta diossina a Lamezia

Video Mediaset Striscia la notizia

Puliamo l'aria unico livello