Dall’operazione Crisalide (e non solo) gli elementi per lo scioglimento del comune

la-mafia-montagna-merda

A quasi un mese dall’insediamento in Comune della Commissione d’Accesso, sindaco, assessori (eccezion fatta, ovviamente, per quelli dimessisi in corso d’opera) e consiglieri comunali continuano imperterriti a restare attaccati alle rispettive poltrone, dimostrando, così, di tenere più ai propri interessi individuali, in primis coloro che, come confermerebbero anche alcune intercettazioni , non avrebbero badato a spese pur di garantirsi il fatidico posto al sole, che a quelli della città. Rimarchiamo ciò poiché coscienti del fatto che, con tutta probabilità, da qui a qualche mese Lamezia Terme subirà l’onta del terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Crisalide_conferenzastampa-1200x545_c

Un marchio indegno ed indelebile per una città di 70 mila abitanti. D’altronde le numerose vicissitudini giudiziarie che in questi due anni hanno coinvolto, direttamente o indirettamente, diversi consiglieri comunali (e da qui a breve potrebbero aggiungersene altri), lasciano poche speranze a “giudizi di assoluzione” della Commissione d’Accesso. Ancora meno ne lascerebbero le parole con le quali il Pubblico Ministero Elio Romano ha messo nero su bianco su quanto emerso nel corso delle indagini sfociate nell’operazione Crisalide. “La cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri avrebbe fornito “[…] “un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, di natura materiale e/o morale, alle ultime elezioni amministrative, poiché in cambio di favori e somme di denaro (elargite dai candidati Ruberto Pasqualino e Paladino Giuseppe), ha inquinato la campagna elettorale delle predette elezioni”. Ancora a proposito della già citata consorteria criminale, si legge che “richiedeva ed otteneva dai consociati non solo il sostegno elettorale, mediante relativa propaganda, ma anche il procacciamento di voti in loro favore, consentendo, con la loro condotta, alla compagine mafiosa investigata, di infiltrarsi all’interno del civico consesso di Lamezia Terme”. Del resto e’ lo stesso Antonio Miceli, presunto capo della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri, in un’intercettazione ambientale captata all’interno della sua auto ad affermare, nel commentare un articolo che faceva riferimento proprio alla campagna elettorale delle scorse amministrative, “[…] sono tutti candidati appoggiati dalla mafia e che questo sindaco durerà poco in quanto il comune sarà sciolto per mafia”. Per sindaco e consiglieri comunali, però, è tutto ok. Non c’è alcun rischio perché “non troveranno nessun atto amministrativo compromettente”, ha più volte ribadito il primo cittadino. Come se già il “caso Paladino”, con tutte le sue “sfaccettature” finora emerse, non fosse, già da solo, più che sufficiente a far sciogliere il Consiglio Comunale, per non parlare di tutte le altre intercettazioni presenti nell’inchiesta dove sono citati i vertici (e i loro congiunti) della città!

Promemoria per la commissione d’accesso antimafia con nomi e cognomi

Aggiorniamo nostro promemoria per commissione d’accesso con altri nomi e cognomi

#lamafiaèunamontagnadimerda

certifiedantimafia