Lamezia: un Comune insolvente che mortifica chi denuncia la ‘ndrangheta

 

Quante belle parole sprecate al vento, nelle esortazioni di Gratteri, nel festival di Trame, sui social istituzionali, nelle interviste ai quotidiani: la verità è il Comune di Lamezia Terme non agevola affatto chi non ha avuto paura di denunciare i propri estorsori.

Insolvente, inadempiente, che vìola le regole che esso stesso si è dato, ditela come volete, ma la realtà è quella che qui vi raccontiamo.

L’antefatto: il consiglio comunale di Lamezia Terme, con delibera n.23 del 28 aprile 2009, assunta all’unanimità, si è dotato di un Regolamento per il riconoscimento di agevolazioni sui tributi locali in favore delle vittime della criminalità e dell’usura. Tale regolamento presente sul sito del comune e qui di seguito riproposto (Regolamento per il riconoscimento di agevolazioni sui tributi locali in favore delle vittime della criminalità e dell’usura ), prevede che (art.2) “la persona fisica che ha presentato denuncia alla competente autorità per aver subito un pregiudizio, fisico o mentale, nonché danni materiali, a seguito di reati riferibili alla criminalità organizzata, all’estorsione ed all’usura ed ha collaborato con la Giustizia fornendo elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione e/o la cattura dell’autore o degli autori” ha diritto (art.3) a “a) contributo annuo pari a quanto dovuto dalla vittima per l’imposta comunale sugli immobili ( ICI), per tassa smaltimento rifiuti solidi urbani ( TARSU ), per tassa per l’occupazione di suolo pubblico ( TOSAP ), per imposta comunale sulla pubblicità (ICP), per un periodo di dieci anni e ai canoni di concessione o fitto per box ,stand o aree destinate al commercio aree pubbliche nelle aree mercatali o mercati coperti, se dovuti e per gli importi annualmente iscritti a ruolo o nelle liste di carico dell’ente e per un periodo di cinque anni; b) piano di rientro concordato con rateizzazione sino ad un massimo di cinque anni per i tributi pregressi“.

Non ci crederete, ma c’è qualcuno che si è trovato nelle condizioni previste dal regolamento e nel dicembre 2010, ha presentato domanda di rimborso dei tributi locali pagati nonostante le agevolazioni previste. Qui è cominciata la sua odissea. Il Comune impiega 4 anni per istruire la pratica che viene deliberata positivamente in Giunta solo nel dicembre 2014, riconoscendo il diritto all’esenzione e, quindi, alla restituzione in favore del richiedente; il dirigente del settore emette la determina, nel gennaio 2015,  vincola le somme sul capitolo di bilancio relativo e manda all’ufficio emissione mandati il compito del pagamento. Ma, dal gennaio 2015, per la vittima del reato è un continuo andirivieni dal comune dove il pagamento gli viene sempre rinviato, senza alcuna motivazione. Trascorsi sette anni dalla domanda, tre dalla delibera e oltre due dalla determina, il cittadino non ne può più e non gli resta altro che rivolgersi alla magistratura, che finisce per ingiungere al comune di pagare le somme liquidate, maggiorandole di interessi e spese legali.

Certamente una storia poco edificante (ben vengano smentite) che fa sorgere diversi interrogativi: quanti sono i cittadini di Lamezia che, pur trovandosi nelle condizioni previste dal regolamento comunale, non hanno goduto delle esenzioni dai tributi locali? Chi ha dato disposizione che questi importi non venissero più esentati o restituiti? Chi pagherà (lo chiederemo anche alla Corte dei Conti) i maggiori importi per interessi e spese legali? È così che si incentivano le vittime di criminalità e usura a denunciare i propri carnefici? Il sindaco Mascaro, così sollecito a manifestare la propria solidarietà alle vittime di reati, ha, con altrettanta sollecitudine, ricordato loro delle agevolazioni previste sin dal 2009?

Così son tutti bravi, a parole, a risanare bilanci senza fare altri debiti, basta non pagare i debiti propri! Sindaco Mascaro, per utilizzare le sue parole da un ultimo suo post: “DI FRONTE A QUESTI NUMERI NON SI DOVREBBE PROVARE VERGOGNA?”, magari proprio lei e chi l’ha preceduto.

E allora, ben venga un commissario, in attesa di un ritorno alle urne, almeno avremo la garanzia -o così si spera!- che le regole vengono rispettate a danno e in favore di tutti, senza nascondere la verità.

certifiedantimafia