‘Ndrangheta a Lamezia, nessun alibi per nessuno, ma …

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Ben volentieri rilanciamo il grido di Nicola Gratteri che, a margine della conferenza stampa sull’operazione “Filo rosso”, ha esortato tutta la città di Lamezia (e, di rimando, tutti i calabresi) a non aver paura e a denunciare, estorsori e delinquenti vari: “Lo Stato ha dimostrato di aver fatto la sua parte, i cittadini non hanno più alibi” – ha detto, più o meno testualmente- il Procuratore.

Come non mostrare condivisione per queste parole, come non esprimere soddisfazione per gli arresti di queste nuove generazioni di bombaroli, estorsori, criminali, che agiscono sulle orme di padri, boss e capi dei clan (già da tempo ristretti nelle patrie galere).

Punto.

Ma andiamo avanti, Procuratore Gratteri. Non dimentichiamo, infatti, tutte le sue dichiarazioni: “C’è un rapporto tra massoneria deviata e ‘ndrangheta ancora oggi, anzi forse è ancora più stringente, in termini numerici, di prima”  (audizione all’Antimafia riportata da Gazzetta del Sud del 22/2/17). “Oggi c’è una ‘ndrangheta più forte della politica” alla (Festa di Avvenire giugno 2017). “La ‘Ndrangheta è entrata nei palazzi del potere grazie alla massoneria” (Articolo TRE). “In Calabria dipendenti pubblici più pericolosi della ’ndrangheta” (La Stampa). “La ‘Ndrangheta vota e fa votare. Oggi sono i politici ad andare a casa dei capimafia per chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti, mentre fino ad una ventina di anni fa era il contrario”. Solo una “rivoluzione giudiziaria, dell’istruzione e culturale” aggiunge Gratteri, “può interrompere questa tendenza” (a Di Martedì de La7 VIDEO).

Allora, sig. Procuratore,  della necessità di una rivoluzione culturale che compete ai cittadini tutti, si è già detto e ripetuto, anche in questo blog  (La mafia è un problema culturale e morale, Perchè sosteniamo la protesta di Raffaele Fazio, Inizia Trame 7. Io non ho paura, ma io chi?) , ma per la rivoluzione giudiziaria quanto dovremo aspettare ancora? Quando si inizieranno a toccare i santuari politico-massonici-‘ndranghetisti? Quando vedremo le manette ad un colletto bianco, quando un inchiesta giudiziaria che coinvolge tali personaggi vedrà conferma nei tre gradi di giudizio?

La sua scrivania, sig.Procuratore, così come le scrivanie dei Procuratori di tutta la Calabria, sono invase da esposti e denunce sulle malefatte della politica, sul voto di scambio, sull’abuso di potere, sulla violazione di leggi e regole. Rendete noti i collegamenti affaristici e massonici che ci stanno dietro, squarciate il velo che li copre. Noi faremo la nostra parte, ma tocca a voi ridare fiducia e dignità a questa Calabria mortificata e straziata in tutte le sue libertà fondamentali. Buon lavoro a tutti i Procuratori calabresi.