Si dimette De Sarro, ma solo da Presidente, però. Il mosaico s’è rotto.

Alla fine ha mollato, ma solo in parte però.

Se è vero, come è vero, che la presunzione di innocenza vale nei tribunali ma non in politica (cit.Mascaro prima maniera), il rinvio a giudizio del padre del consigliere De Sarro, con l’imputazione di compravendita di voti, non è equivalente al compagno della consigliera Raso (dimessasi da consigliera), indagato per altri gravi reati? E perchè, allora, il De Sarro non si dimette anche da consigliere?

Il dubbio nasce spontaneo, la consigliera Raso era l’anello debole di una catena e si è spezzato; il De Sarro, in quanto pupillo dell’onnipresente (nel senso di presente con Speranza, presente con Mascaro) Pino Galati, è evidentemente l’anello forte e le sue dimissioni da presidente del consiglio, sembrano indotte più dal lavoro della commissione prefettizia, che dalla tanta declamata, da Mascaro, necessità di pulizia. E poi, a succedere alla Raso, è una fedelissima di Mascaro quella Geltrude Maione, già beneficiata dalla poltrona (che abbandonerà?) di vice presidente di Lamezia Europa. Mentre, se De Sarro si dimettesse da consigliere (come è giusto che sia) gli subentrerebbe -se la memoria non ci inganna- Francesca Montilla, (287 voti) altra new entry di cui non sono note particolari virtù politiche.

Certo che le dimissioni di De Sarro da presidente del consiglio, spianerebbero la strada a una presidenza di Salvatore De Biase, ma nel restyling della giunta per lui potrebbe esser pronta la poltrona di assessore e il che comporterebbe le dimissioni da consigliere e saremmo al punto di partenza. Ma a rivendicare la presidenza potrebbe essere la consigliera Carolina Caruso, seconda più votata dopo De Sarro, sullo stesso presupposto che ha assegnato lo scranno prima a Forza Italia, poi a De Sarro. Ma se Forza Italia entrasse in giunta? magari con lo Spinelli, congiunto di Mascaro? E chi andrà a Lamezia Europa se la Maione optasse per fare la consigliera comunale? E se Mascaro cedesse alle lusinghe del PD per un governo allargato?

E’ come una lotteria, ormai, quale sarà la prossima pallina a uscire?

Certo è che le elezioni del 2015, le successive inchieste giudiziarie, l’accesso antimafia, ci hanno consegnato un consiglio e una giunta allo sbando, un puzzle difficile da ricomporre che, a rileggere la sicumera di Mascaro che annunciava “giunta in 8 giorni e senza partiti”, ci fa capire quanto vi sia più che mai necessità di un ritorno alle urne.

palline lotteria