A Scordovillo si continua a bruciare, caro sindaco.

Caro sindaco,

mascaro3

siamo nell’anno del Signore 2017, a due anni dalla sua elezione, e a Scordovillo si continua a bruciare: oggi, 20 giugno, per due volte nell’arco di 24 ore !

Raggiungere l’ospedale o i parchi Peppino Impastato e 25 Aprile e interi quartieri di Lamezia, implica l’inalazione dei fumi emessi dall’inceneritore di “Scordovillo City”. A tal riguardo lei ha già denunciato gli ignoti responsabili con una querela (risultato?), sebbene i giornali del 18 Marzo 2011, informavano già dello sgombero del campo nomadi a Lamezia Terme: «L’autorità giudiziaria ha motivato il provvedimento del sequestro basandosi sul fatto che la situazione emersa dalle indagini rappresenta oramai un’autentica emergenza umanitaria ed ambientale al contempo, da affrontare unicamente con lo sgombero immediato e la bonifica dell’area interessata dal campo Rom. […]”. Il provvedimento è stato emesso a seguito delle indagini, delegate dall’allora Procuratore Capo di Lamezia Terme Vitello ai Carabinieri, che hanno accertato che le persone presenti nell’accampamento, nonostante molti di loro “non siano peraltro gli originari assegnatari e non siano legati da rapporti di parentela con gli originari assegnatari, si sono comportati quali proprietari esclusivi dell’area conosciuta, con diritto di escludere gli altri dal godimento ed anche dal semplice accesso, perfino gli appartenenti alle Forze di Polizia”.[…] Dal giorno dopo la bonifica (2003)  hanno utilizzato il campo Rom come teatro di reati ambientali realizzati attraverso l’abbandono e lo smaltimento – anche nella forma dell’incendio – costante e sistematico nel tempo, al punto da aversi una vera e propria discarica abusiva, di rifiuti speciali e non, pericolosi e non, carcasse di autoveicoli, pneumatici, elettrodomestici etc.

È di oltre sei anni fa l’articolo sullo sgombero del campo ma pare che stiano ancora là i piromani. Registriamo dalle sue dichiarazioni: “non si può procedere con lo sgombero, perché non sappiamo dove mettere i rom” (sgombero promesso entro un anno dal suo insediamento); “non si possono spegnere i falò, perchè manca la forza pubblica che scorti i Vigili del Fuocco” (e la polizia locale?),

E la domanda nasce spontanea, visto l’interesse da lei mostrato per i fumi: non è che qualcuno ci guadagna dalla permanenza dell’accampamento di Scordovillo? In termini di voti, per esempio.

Le conseguenze sono gravi e documentate, le malattie provocate dai fumi tossici sono: tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas , della laringe , del rene, linfoma non Hodgkin, tumore della mammella. E le statistiche sulla vita dei lametini che subiscono le azioni “omicide” dei pochi “scordovilliani” raffigurano la grave situazione esistente.

Dalla ricerca condotta dalla dottoressa Antonella Sutera Sardo, responsabile del Servizio Epidemiologico e direttore del Registro Tumori dell’ASP di Catanzaro (leggi qui lo Studio epidemiologico dello stato di salute di residenti nella provincia di Catanzaro in relazione all’inquinamento ambientale: mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri), si estrae l’informazione sulla maggiore incidenza, nell’area di Lamezia Terme, rispetto alla media regionale, di tumori alla prostata e di leucemia mieloide cronica. Si registrano nel genere femminile eccessi di mortalità per tumori del pancreas, malattie dell’apparato genitourinario nel loro complesso, insufficienza renale e condizioni morbose che hanno origine perinatale. Nel genere maschile si registrano eccessi di mortalità per linfomi non Hodgkin. Vanno in questo quadro segnalati gli eccessi di ricovero in entrambi i generi per tumori dell’apparato linfoemopoietico e leucemie e per tumori del pancreas e della laringe fra gli uomini. Vanno infine segnalati alcuni dati relativi a patologie non oncologiche (malformazioni congenite, malattie ischemiche, epatiche croniche e respiratorie acute) che possono essere associate alla residenza in prossimità di siti di smaltimento di rifiuti pericolosi.

Sindaco Mascaro, non le sembra sufficiente per esercitare i suoi ampi poteri quale prima autorità sanitaria in città?

Prospera l’inquinamento e noi moriamo sempre più giovani, caro sig. sindaco, sarà il nostro epitaffio, sulla storia sanitaria di Lamezia, ma anche sulla sua amministrazione giunta al capolinea.

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