Sacal, dimissioni di De Felice?

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Le annunciate dimissioni da presidente della Sacal del prefetto Arturo De Felice (ne riferisce il Corriere della Calabria Leggi articolo) non ci lasciano per niente sorpresi. Né ci sorprendono le motivazioni di tale “inciampo”. Il presidente non ha ancora ottenuto, ad un mese dalla sua nomina, le deleghe di gestione dal CdA. E, se non bastasse, pare pure che la triade lametina in CdA, Guadagnuolo, Renato e Adele Caruso, abbiano di fatto sfiduciato De Felice, bocciandogli il bando per la selezione del nuovo direttore generale, tutto incentrato sulla ricerca di un soggetto con esperienza conclamata e professionalità già acquisita nel campo delle gestioni aeroportuali.

Quel bando era né più né meno quello che chiedevamo noi, a margine del nostro convegno del 24 aprile scorso (LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA “MORALIZZAZIONE” E UNA “RIPARTENZA” DI SACAL).

Certo, sorpresi no, ma indignati si! E anche un tantino sospettosi. Perché il gruppo di potere lametino non vuole un direttore generale preparato e competente? Quale disegno si nasconde dietro? Riusciamo forse a capire la scelta degli imprenditori privati che, avendo investito milioni di euro in un’azienda decotta, cercano un organo esecutivo che consenta loro di recuperare l’investimento, altrimenti improduttivo, in considerazione della pioggia di milioni di finanziamenti, destinati alla società aeroportuale. Ma la scelta del Guadagnuolo (nel frattempo nominato amministratore unico di Sacal GH, con retribuzione annua di 50mila euro), che opera sotto le direttive del sindaco Mascaro, che l’ha nominato, proprio non la capiamo e tanto meno la giustifichiamo.A pensar male si fa peccato … ma riteniamo proprio che l’amministrazione comunale di Lamezia abbia già individuato il soggetto destinato all’incarico di direttore generale (forse su suggerimenti “esterni”) ed evidentemente questo designato è privo di quei requisiti di professionalità e di esperienza specifica, che il bando predisposto da De Felice, richiedeva.

Ahimè, si sta riscrivendo il copione che abbiamo visto per la nomina a dg di Mancuso., con un presidente destinato a essere un burattino i cui fili sono in mano ai soliti noti. Un ruolo che il prefetto De Felice non può e non deve accettare. Qui si valuterà il suo carattere, la sua imparzialità, la sua consapevolezza di dover essere un risanatore delle legalità da tempo perduta in Sacal. Ma -occorre chiedersi- l’inchiesta Eumenidi non ha insegnato proprio nulla? La politica ancora in prima linea per la conquista delle gestioni di potere e di affari e fanc… ai meriti e alle professionalità? Meglio un servo pronto a obbedire ai diktat della politica e prono ai suoi desiderata, che un professionista serio e preparato? Un film già visto che occorre rimuovere al più presto dalle sale di proiezione.

A margine, ricordiamo, le varie illegittimità e irregolarità che continuano a viziare la nomina di questo CdA, denunciate da noi e dai parlamentari M5S a Anac e Procure (Leggi l’esposto)

E’ forse per questo che Oliverio ha chiesto a De Felice di soprassedere dalle sue dimissioni, nonostante il golpe della rappresentanza lametina?

Certo è che sulla vicenda Sacal non è stata ancora scritta l’ultima parola.

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Per non dimenticare: Raccolta dei nostri comunicati su Sacal