Anche le scuole soffocate dalla burocrazia

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La burocrazia in Italia è una piaga sociale. Lo sanno tutti. Favorisce e determina la corruzione, ostacola il lavoro, rende schiavo il cittadino onesto.

Questi effetti sono ancora più devastanti nelle scuole dove la burocrazia, al contrario di quello che dicono i luoghi comuni, è diventata un vero e proprio strumento di controllo sociale e di oppressione per studenti e professori. Specie dopo l’avvento dei presidi sceriffi della “buona sola” di Renzie. Uno degli aspetti peggiori è che da un po’ di anni le scuole spendono parecchie migliaia di euro per servirsi dei “registri elettronici” prodotti da varie entità più o meno capaci. Un giro vorticoso di milioni visto che le scuole sono migliaia.

L’intento sarebbe ottimo anche ai fini della trasparenza. Però le teste pensanti annidate nelle profondità dei ministeri, nella zona grigia, hanno volutamente dimenticato di “cassare” gli adempimenti cartacei. Quindi sapete cosa succede, specie con i dirigenti scolastici più zelanti nell’espletamento burocratico, solo burocratico, degli atti? Succede che le varie cose prima devono essere annotate a mano e poi riportate sulle piattaforme digitali che, guarda caso, non sono mai perfette e mai rispettano la volontà dei dirigenti sulla forma dei moduli prodotti.

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A quel punto i docenti e altro personale della scuola devono scaricare i dati dalle piattaforme e riscriverli su carta. Qualcuno ci tiene a specificare negli avvisi che tale “lavoro” va fatto “a mano”. E questa girandola insensata si ripete tutti gli anni facendo perdere tempo prezioso a tutti, sottraendolo dalle lezioni in ogni santo giorno. Se prima si annotavano assenze e giustificazioni sul registro di classe cartaceo ora bisogna trascrivere tutto online, sempre che ci sia la linea, e poi i dati online vengono considerati comunque inaffidabili e quindi via a conteggi a vista e annotazioni a mano alla faccia delle piattaforme digitali e in spregio ai soldi dei contribuenti investiti malissimo in registri elettronici.

Provate voi stessi a digitare “Registro Elettronico” su un browser e capirete quale giro di denari c’è sotto. Sapete, da ultimo, a chi tocca sanare questo scempio? Tocca ai docenti. Sono loro che obbediscono e fanno funzionare un sistema concepito apposta per non funzionare. Come? Con un infinito numero di ore di lavoro inutile in più da svolgere al posto del lavoro utile. Un danno incalcolabile per tutti.

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