Un cittadino una proposta semplice ma affatto banale per la trasparenza elettorale ma serve ancora altro

“Lamezia Terme, 11 giugno 2017
Al Signor Ministro dell’Interno
della Repubblica Italiana
On.le Marco Minniti
Via del Viminale – Roma –
Lettera Aperta Racc. A/R – anticipata via mail a segreteriatecnica.ministro@interno.it

Oggetto: LAMEZIA TERME: IL CONTROLLO DEL VOTO E’ LA NEGAZIONE DI UN VOTO LIBERO E DEMOCRATICO

– Lettera aperta – 
Gent.mo Signor Ministro,
con tutto il rispetto per l’Istituzione che rappresenta e la stima per l’Uomo, mi rivolgo a Lei per offrirLe una mia semplice riflessione ed un umilissimo suggerimento. Tutte le ombre ed i dubbi sulla corretta, libera e democratica competizione elettorale, nascono dalla possibilità di controllare il voto degli elettori.

A Lamezia, dove ci conosciamo tutti, accade che la possibilità di poter controllare il voto consente che questo possa essere messo “sul mercato”, venduto o estorto; è su questa stortura che la infiltrazione mafiosa, il voto di scambio, l’acquisto di “pacchetti di voti” trovano la loro forza di applicazione.

Ma come avviene il controllo del voto? E’ una storiella che conoscono tutti e su cui tutti tacciono e, purtroppo, è abbastanza semplice: un candidato che richiede il voto, infatti, può accedere giustamente come qualsiasi cittadino allo stradario elettorale a cui corrispondono le vie, le piazze e le contrade che afferiscono a ciascuna sezione elettorale. Sulle 78 sezioni di Lamezia Terme è relativamente facile controllare, da parte di un candidato, se ad esempio il voto di un elettore e quelli della propria famiglia di 3 – 5 persone gli sono stati dati su quella determinata sezione; infatti, molti candidati già “sgamati”, si fanno dire dall’elettore in quale sezione loro dovrebbero “trovare il voto”. Il riscontro, molto attendibile, è immediatamente possibile in poche ore subito dopo lo spoglio di quella determinata sezione elettorale.

E’ evidente, quindi, che Il controllo del voto è evitabiletogliendo la possibilità di individuare la sezione dove esso viene espresso. Una semplice revisione del sistema con cui oggi si svolge lo spoglio elettorale, potrebbe eliminare la stortura del controllo; a titolo di esempio ne suggerisco una.

Alla chiusura dei seggi, ogni ufficio di sezione elettorale, conta le schede dei votanti, senza aprirle, e le predispone in pacchetti racchiusi in fascette da 50 schede (ad esempio 420 votanti, 8 pacchetti da 50 schede + 1 pacchetto “disparo” di 20 schede.

A questo punto cambia il sistema:
Tutte le schede dei votanti, vengono trasferite con 2 ufficiali di seggio e un rappresentante della forza pubblica, in un solo “punto di raccolta e mescola” dove ci sono degli Ufficiali di seggio speciale e la forza pubblica;
Nel punto di “raccolta e mescola”, i pacchetti ricevuti vengono disposti in maniera casuale su più tavoli, ed in maniera altrettanto casuale, prendendoli da più tavoli essi saranno riconsegnati agli ufficiali di seggio.
Nel “punto di raccolta e mescola”, gli ufficiali di seggio consegnano gli otto pacchetti da cinquanta schede ancora chiuse ed il pacchetto da 20 ed in cambio ricevono, dagli Ufficiali del “punto di raccolta e mescola”, altri 8 pacchetti da 50 schede (sempre chiuse) e un ulteriore pacchetto da 50 se il pacchetto “dispari” consegnato è superiore a 25 schede, prelevandoli casualmente dai vari tavoli .

Il nuovo insieme (ora sì casuale ed incontrollabile), di pacchetti di schede sempre chiuse, viene riportato dagli ufficiali di seggio (sempre accompagnati dalla forza pubblica) al rispettivo seggio elettorale.

A quel punto, nella determinata Sezione elettorale numero X, potrà cominciare lo spoglio delle schede che NESSUNO sa da quale sezione provengano e, pertanto, il controllo tramite stradario risulta pressochè impossibile.

Basterebbe, forse, una semplice modifica al Decreto del Ministero dell’Interno che disciplina, di volta in volta, le operazioni di voto.

Chiedendole perdono per il mio ardire, mi è gradita l’occasione per porgerLe

Cordiali Saluti

Francesco Antonio Fagà – Cittadino di Lamezia Terme”

Commento del Blog: la proposta è interessante ma il problema non è solo e non è sempre il sistema di voto. Bisogna anche prevedere pene più severe per la compravendita dei voti e per chi usa il bene pubblico per scopi personali, con l’esclusione a vita da qualsiasi attività legata con il pubblico. Apriamo un dibattito.

 

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