PSC la mamma di tutte le incompiute di Mascaro

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Ci eravamo già occupati dei problemi, ormai praticamente noti a tutti, legati alla mancata approvazione del PSC e della mancata valutazione delle numerose osservazioni prodotte da cittadini, professionisti specializzati nel settore e non. In Consiglio Comunale si era manifestata la volontà di giungere, in tempi stretti, al completamento dello strumento urbanistico, ma ciò era previsto entro fine gennaio, e nel frattempo è successo di tutto.

Ci chiediamo allora se il governo della città, alla luce dei gravi ed invalidanti eventi che hanno reso la città malata per causa di una lesione recidiva praticamente incurabile, nei mesi in cui vedremo la commissione d’accesso antimafia risiedere nel nostro Comune e nei mesi che serviranno poi al Prefetto e al Governo per prendere una decisione sullo scioglimento del consiglio comunale, la cui formazione è risultata fortemente influenzata dalla presenza della malavita, se l’amministrazione eletta di Lamezia Terme sarà in grado, o avrà la volontà di porre fine ad una discussione di così vitale importanza come la definizione del piano strutturale comunale, lo strumento che dovrà regolamentare le molteplici, possibili interconnessioni reciproche fra ogni attività sul territorio. Le basi della Tecnica Urbanistica e della Pianificazione Territoriale, e qui ripetiamo concetti già espressi, insegnano che la “vision” di una città nasce da un’idea complessiva del destino che si vuole cercare di dare alla città stessa, ma anche e di conseguenza alla comunità che la abita! Ma la “vision” di una città non può essere disegnata nelle condizioni di instabilità politica nelle quali ci veniamo a trovare, condizioni che di certo non potranno portare alla definizione di uno strumento che dovrebbe essere il più possibile condiviso da ogni forza politica. In questo momento storico, mettere sul piatto temi di grande interesse, da discutere e approfondire oggettivamente come la strategia rifiuti zero, o scelte fondamentali da prendere e mettere in atto, come il consumo zero del territorio, appare una possibilità lontana, difficilmente raggiungibile. Infatti, se fino ad ora il risultato si stava solo raggirando, da oggi possiamo affermare che l’attesa definizione del PSC, e delle sue interconnessioni con il piano di protezione civile, il piano spiaggia, il piano della mobilità, la gestione dei rifiuti ecc. ecc. non vedrà mai la fine, e non solo, viste le “nuove” problematiche che interessano gli organi comunali, ci troviamo di fronte ad eventi che di fatto provocheranno il blocco dell’intera città.

Ricordiamo ancora che le questioni legate all’approvazione definitiva del Piano, previa integrazione delle ormai famose osservazioni, sono molteplici e di vitale importanza. Ricordiamo fra questi la gestione dell’emergenza in caso di forti ed imprevisti eventi naturali, e di conseguenza la definizione delle aree a maggior rischio sismico, situazione questa che andava indagata con quegli studi di microzonizzazione di livello 3, finalmente aggiudicati e che invece, l’ufficio protocollo dimenticando di consegnare alla commissione un’offerta economica, (un “disguido” tra ufficio protocollo e commissione di gara, dicono…), ha di fatto provocato l’interruzione dell’intero iter, che chissà quando riprenderà, con buona pace della sicurezza nelle scuole e nei luoghi pubblici in generale. Come Meetup ci eravamo preoccupati di indagare sulla situazione degli edifici lametini e avevamo chiesto al Sindaco di rendere noti i coefficienti di vulnerabilità sismica (che indicano banalmente con un numero compreso tra 0 e 1 il livello di sicurezza dell’edificio – 0,1 ad esempio indica alto rischio sismico, mentre 0,9 indica un buon livello di sicurezza) di tutti gli edifici scolastici e dei principali edifici pubblici a carattere strategico… integrando la nostra richiesta con alcune pagine del famoso Rapporto Barberi che indicano, drammaticamente, la situazione aggiornata ad una quindicina di anni fa (!!!) dei nostri edifici pubblici.

Niente, nessuna risposta, nessuna presa di posizione, nessun timore… Fino a poche settimane fa il PSC era ancora un cavallo di Troia per entrare nelle speranze della popolazione e continuare a prendere tempo, oggi non è più nemmeno questo, oggi si lavora per restare seduti su quelle poltrone, anziché pensare ad un gesto cosciente fatto in nome delle esigenze della città.

Dimettetevi tutti! Tanto l’onta di uno scioglimento anticipato per infiltrazioni criminali, sarà almeno pari all’onta di dimissioni per la vostra totale incapacità amministrativa e gestionale.

Materiali per approfondimenti su PSC e temi collegati:

PSC Lamezia Terme (avvio procedimento 2010)

Tutti i materiali relativi alle 177 Osservazioni al PSC

Legge urbanistica regione Calabria 19/2002 coordinata con successive integrazioni e modificazioni

Legge regionale 2 7 dicembre 2016, n. 46 ( Misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale)

Quadro territoriale regionale paesaggistico (QTRP)

Linee guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008

Rapporto Barberi su vulnerabilità edifici pubblici Lamezia