La ‘ndrangheta sospende la democrazia

Un baciamano non è di per sé un gesto offensivo. È un gesto galante nei confronti di una donna. È, invece, un pericoloso gesto di rispetto quello in favore di un pericoloso latitante,  Giorgi, classificato tra i 5 più ricercati criminali del paese. È uno strafottente gesto pubblico commesso in spregio ai carabinieri presenti (e che, straordinariamente, l’hanno consentito), un’ offesa a tutto uno Stato.

E questo accade in una regione, la Calabria, quotidianamente martoriata dalla criminalità, organizzata e non, dal malaffare, dalle collusioni della politica malata, dove finanche al presidente della commissione regionale antimafia è addebitata una pregressa comunione d’affari con un noto boss locale.

Come meravigliarsi, allora, se in un paesino come San Luca, la ‘ndrangheta è riuscita addirittura a sospendere la democrazia. A San Luca non si voterà alle prossime amministrative: nessuno ha trovato il coraggio di presentare neppure una lista.

Gli abitanti di San Luca devono sicuramente avere uno scatto d’orgoglio, ma per ripristinare le regole democratiche occorre che la politica cambi, occorre che un’intera classe e un’intera generazione, vadano a casa. La malapolitica è il terreno di coltura del malaffare, della criminalità.

#liberiamosanluca , #liberiamolacalabria, dalla ‘ndrangheta,  dalla corruzione, dal malaffare, dai loro complici palesi o occulti.

Svegliamo le coscienze; #landraghetaèunamontagnadimerda.

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